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Ultimo aggiornamento: 14:07

“Uno sconoscuto si è infiltrato nel gruppo della Flotilla”: il racconto dell’inviato del Fatto Mantovani

Uno sconosciuto ha scambiato qualche battuta con uno degli attivisti davanti a un bar di Creta diventato quartier generale della missione e poi è fuggito perdendo un microfono
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Sulla cinquantina, vestito di bianco, come se fosse in villeggiatura: ha avvicinato un attivista della Flotilla, ci ha scambiato qualche parola e dopo che sono intervenuti altri partecipanti alla missione si è allontanato in fretta e furia. Così precipitosamente che ha perso un piccolo microfono che aveva attaccato alla camicia. E’ l’episodio quantomeno anomalo avvenuto la notte scorsa davanti all’Island Bar di Ierapetra, a Creta, diventato il quartier generale della Global Sumud Flotilla, in attesa della ripartenza programmata per venerdì 8 maggio. Chi era quell’uomo misterioso? Dell’episodio racconta Alessandro Mantovani, l’inviato del Fatto Quotidiano a bordo di questa seconda missione per Gaza. “Sono certo – dice in questo video – che qui i Servizi israeliani – e non è detto che questo fosse mandato da Israele – o di qualunque altro Paese interessato hanno mille modi per sapere tutto quello che succede come i droni in mezzo al mare, i droni da osservazione. Io credo che la flottiglia abbia ben poco da nascondere, è tutto alla luce del sole, è una manifestazione in mezzo al mare che mira a rompere l’assedio e mira a rompere il silenzio sull’assedio di Gaza”. Mantovani racconta delle parole che gli ha detto qualche giorno fa un attivista italiano: “In passato eravamo noi che violavamo la legge per farci sentire, rompevamo le vetrine. Oggi non è più così, siamo qui per il ripristino della legalità internazionale“.

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