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Trieste, Andrea Illy sconfitto al Tar: no alla scogliera artificiale lunga 70 metri per proteggere la sua villa

Per il Tribunale amministrativo il progetto è "inconciliabile con le tutele previste dal Piano Paesaggistico Regionale del Friuli"
Trieste, Andrea Illy sconfitto al Tar: no alla scogliera artificiale lunga 70 metri per proteggere la sua villa
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Bocciato. No alla scogliera artificiale che il re del caffè di Trieste Andrea Illy, fratello minore dell’ex sindaco e governatore Riccardo, voleva realizzare per proteggere dalle mareggiate la sua villa. Appena sopra il castello di Miramare. Lo ha ribadito il Tar di Trieste respingendo il ricorso di Illy per annullare il rigetto, da parte del Comune guidato dal forzista Roberto Dipiazza, dell’originaria istanza, datata ottobre 2023, per “la messa in sicurezza del muro di contenimento e della banchina mediante opere di difesa costiera con presupposta concessione dello specchio acqueo” prospiciente.

A luglio 2024 la Regione Friuli Venezia Giulia, “incomprensibilmente” per i giudici amministrativi, aveva dichiarato di “non avere nulla da eccepire”. Favorevoli anche la Capitaneria di Porto, che dipende funzionalmente dal Ministero delle Infrasttrutture guidato dal leader del Carroccio, Matteo Salvini, e l’Agenzia delle dogane. Contrari, invece, il Provveditorato regionale alle Opere pubbliche e l’Agenzia del demanio.

I giudici amministrativi hanno ripercorso anche un ulteriore parere negativo espresso a marzo del 2025 dal Servizio pianificazione paesaggistica della regione guidata dal leghista Massimiliano Fedriga, per cui il progetto “non risulta compatibile con i valori paesaggistici che qualificano il contesto di riferimento, in quanto altera la linea di costa, i valori presenti con incremento dell’artificializzazione e introduzione di ulteriori opere non riconducibili alla manutenzione con conseguente alterazione dell’assetto percettivo”. Parere in cui si suggeriva, invece: “La messa in sicurezza del tratto costiero interessato attraverso il consolidamento e manutenzione del muro a gravità esistente mediante interventi di cuci e scuci”.

A luglio 2025, però, è arrivata la retromarcia della Regione, che ha annullato “in autotutela” gli atti emessi in precedenza accordando un parere favorevole al progetto. Quindi, pareva, via libera alla scogliera artificiale. Di qui, però, sono arrivate le bacchettate del Tar, di cui ha parlato anche il Piccolo di Trieste.

“Detto parere favorevole – scrive il collegio presieduto da Carlo Modica de Mohac di Grisì – appare inconciliabile proprio con le tutele previste dal Piano Paesaggistico Regionale del Friuli Venezia Giulia… per quegli affioramenti del flysch (spettacolari ed unici in tutta la costiera triestina e ben evidenziati in particolare dalle foto n. 6 e 7 contenute nella relazione tecnica), che il ricorrente intenderebbe invece tombare con la progettata scogliera radente, per una lunghezza di 70 metri, con larghezza orizzontale di 5,30 metri”. “Un tanto – aggiunge il Tar -, pur in presenza di evidenti alternative non impattanti e altrettanto idonee a proteggere la proprietà privata, come quelle suggerite dal Provveditorato Interregionale Opere pubbliche e ampiamente condivise in prima battuta dalla Regione”.

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