Domenico Scilipoti, segretario del Movimento di Responsabilità nazionale

Domenico Scilipoti è il segretario del Movimento di Responsabilità nazionale, il gruppo che si è costituito per supportare la maggioranza in occasione della fiducia del 14 dicembre. Il leader ex Italia dei Valori ha pubblicato sul sito il “Manifesto” politico che, però, copia pari pari alcuni passi del manifesto dei Giovani intellettuali fascisti redatto da Giovanni Gentile nel 1925. Analogie passate sottotraccia in queste settimane che la Rete ha denunciato, scoprendo che gli stralci scelti da Scilipoti attingevano dal testo redatto al Convegno per la Cultura fascista di Bologna. Le parole sottoscritte da 250 intellettuali e ispirate alla conferenza di Giovanni Gentile “Libertà e liberalismo” intendono gettare le basi per un manifesto ispirato al rispetto della Patria e al suo carattere religioso, dove il fascismo nasce come un “movimento politico e morale”, in cui la politica “sentì e propugnò […] l’ idea che è Patria, come ideale che si viene realizzando storicamente senza mai esaurirsi, tradizione storica determinata e individuata di civiltà ma tradizione che nella coscienza del cittadino”. Un testo che pose le basi politico-culturali del movimento totalitarista e a cui Benedetto Croce reagì con il “Manifesto degli intellettuali antifascisti”, in cui rimproverava ai firmatari di avere sottoscritto un documento “per patrocinare deplorevoli violenze e prepotenze e la soppressione della libertà di stampa”. E che, evidentemente, ha posto anche le basi per il Movimento dei Responsabili.

Nonostante il manifesto di Gentile sia infatti legato al regime totalitario, il leader dei Responsabili sceglie di riprenderne alcune frasi, pensando, peraltro di passare inosservato. Ma la Rete lo smaschera. Su Facebook infatti Antonio Scalari ha pubblicato una nota in cui mette a confronto le frasi scelte dall’ex Italia dei Valori per il copia e incolla. Se Gentile scrive che “il Fascismo è un movimento recente ed antico dello spirito italiano, intimamente connesso alla storia della Nazione italiana, ma non privo di significato e interesse per tutte le altre”, a Scilipoti basta sostituire il nome del partito e riscrivere la frase così: “Responsabilità Nazionale è il movimento recente ed antico dello spirito italiano, internamente connesso alla storia della Nazione Italiana”. E il copia e incolla prosegue in tutto il manifesto. Scrive Scilipoti: “Responsabilità è politica morale. Una politica che sappia coinvolgere l’individuo a un’idea in cui esso possa trovare la sua ragione di vita, la sua libertà, il suo futuro e ogni suo diritto” mentre nel documento originale leggiamo “…. un’idea in cui l’individuo possa trovare la sua ragione di vita, la sua libertà e ogni suo diritto”.

Una chiosa anche sulla “Reponsabilità di Patria” che “è la riconsacrazione delle tradizioni e degli istituti che sono la costanza della civiltà” mentre per gli intellettuali fascisti “Codesta Patria è pure riconsacrazione delle tradizioni e degli istituti che sono la costanza della civiltà, nel flusso e nella perennità delle tradizioni”. E infine “Responsabilità è concezione austera della vita, non incline al compromesso, ma duro sforzo per esprimere i propri convincimenti facendo sì che alle parole seguano le azioni”, mentre nel 1925 lo Stato “è concezione austera della vita, è serietà religiosa [… ] ma è duro sforzo di idealizzare la vita ed esprimere i propri convincimenti nella stessa azione o con parole che siano esse stesse azioni”. Forse il problema è proprio nel concetto di “Responsabilità”.