“Esilio dall’Italia, beni confiscati e restituiti a scuola, cultura e welfare”. E’ quanto chiedono gli studenti milanesi dopo i recenti attacchi del premier Silvio Berlusconi alla scuola pubblica. In corteo attraverso il centro del capoluogo lombardo, collettivi studenteschi e centri sociali hanno sfilato con striscioni e cartelli. E contro le sedi di Unicredit e dell’Enel sono volati fumogeni e uova piene di vernice.

“Nella scuola di Stato gli insegnanti inculcano idee diverse da quelle che vengono trasmesse nelle famiglie”. Queste le parole pronunciate dal premier il 26 febbraio scorso al congresso romano dei cristiano riformatori. Immediata la reazione di tutto il mondo della scuola, che in tutta Italia annuncia manifestazioni e cortei per il 12 marzo. In attesa della protesta nazionale, oggi il coordinamento dei collettivi studenteschi di Milano ha portato in piazza circa quattrocento studenti. Presente anche il centro sociale Cantiere di via Monte Rosa. “Dopo i tagli della Gelmini, gli attacchi gratuiti del premier. Ne abbiamo abbastanza – spiega una studentessa che poi rilancia: “Il Paese è sempre più povero mentre sui giornali leggiamo che Berlusconi incassa 118 milioni di dividendi. Pensiamo a cosa si potrebbe fare di buono con tutti quei soldi”. Sì, perché gli studenti scesi in piazza non si accontentano di chiedere le dimissioni di Silvio Berlusconi. Lo dice lo striscione in testa al corteo: meglio l’esilio e la confisca di tutti i beni. “Raìs”, si legge su alcuni cartelli. Il presidente del Consiglio è infatti paragonato al leader libico Gheddafi. “Soci in affari, armi e bunga bunga”, dice un altro striscione. E tra i cori si inneggia alle rivoluzioni in corso nei paesi nordafricani, tra cui la Libia. “Dovremmo avere lo stesso coraggio che hanno loro – dice Paolo, studente liceale – e mandarli a casa tutti, a cominciare da chi ci ruba il futuro come Gelmini e Berlusconi”.

Partito da largo Cairoli, il corteo si è mosso scortato da una folta presenza di forze dell’ordine. Una volta in via Carducci, contro una filiale della banca Unicredit e contro la sede dell’Enel sono volate uova di vernice rossa che hanno imbrattato muri e vetrine. Lanciato anche alcuni fumogeni, prima di proseguire sul percorso prestabilito. Un fuori programma è stato cercato nei pressi di via Paleocapa, che ospita la sede di Fininvest. Ma il tentativo di ‘assedio’ da parte degli studenti è stato immediatamente respinto dalla polizia. Non contenti, all’angolo tra via Paleocapa e viale Gladio, i manifestanti hanno appeso un grande striscione: “6 miliardi e 500 milioni di euro: con il patrimonio del Berlusca potremmo garantirci 1.300 nuovi asili nido, 13mila scuole messe in sicurezza, 220mila assunzioni di studenti”. Il corteo si è poi disperso in tarda mattinata nei pressi della Triennale e gli studenti si sono riversati nel vicino parco Sempione.