Giornata di mobilitazione al Cairo contro il governo, sul modello della ‘rivoluzione del gelsomino’ tunisina. Nel centro della città egiziana sono scoppiati incidenti tra polizia e manifestanti. Per i servizi di sicurezza sono 15.000 le persone scese in piazza, 25.000 per gli organizzatori. Tentato un assalto al Parlamento, mentre nella centrale piazza Taharir, accanto al Museo Egizio, la polizia ha sparato lacrimogeni e ha usato gli idranti contro i dimostranti che hanno lanciato sassi. Il bilancio delle vittime degli scontri, al momento, è di tre morti: un agente di polizia del Cairo e due manifestanti a Suez, ad est della città (fonti mediche e dei servizi di sicurezza). Una ventina i dimostranti arrestati finora.

Gli scontri. Alcuni sono stati registrati a piazza Taharir, nel centro del Cairo. I manifestanti hanno attaccato la polizia con un fitto lancio di sassi. Le forze di sicurezza sono state costrette a ritirarsi dalla piazza malgrado il fitto lancio di lacrimogeni e l’impiego di blindati e idranti. Nella città le manifestazioni, che sono iniziate in centro, presso la sede della corte suprema, si sono poi estese al quartiere di Mohandessin, nell’ovest della capitale dove 2-3mila persone si sono radunate, e in altre parti della città. In tanti hanno urlato ‘Fuori, fuori’ e ‘Vattene, vattene’ rivolto al presidente Mubarak. A Suez due manifestanti sono morti dopo essere stati colpiti dai proiettili di gomma della polizia. Lo riferiscono fonti della sicurezza egiziane che parlano di oltre 100 feriti.

Numerosi presidi e cortei sono stati segnalati anche nelle città di provincia, soprattutto ad Alessandria (nel nord), ad Assuan e Assiut (nel sud), in diverse città sul delta del Nilo, a Ismailia (sul canale di Suez) e nel nord del Sinai.

Indiscrezioni sulla fuga del figlio di Mubarak. Il figlio del presidente egiziano Hosni Mubarak, Gamal, considerato candidato alla successione  al potere, sarebbe fuggito a Londra con la moglie e la figlia. È quanto riporta la rivista online araba ‘Akhbar al-Arab’, edita negli  Stati Uniti, ma la notizia non trova alcuna conferma ufficiale. Secondo il sito, Mubarak Jr. sarebbe partito oggi senza alcuna protezione da parte della sicurezza alla volta della Gran Bretagna, a bordo di jet privato dall’aeroporto della zona ovest del Cairo. La famiglia avrebbe caricato a bordo dell’aereo 97 valige. Poco dopo la diffusione di questa notizia, una fonte ufficiale dell’aeroporto del Cairo ha negato, al giornale egiziano ‘al-Wafd’,  che alti funzionari del governo o uomini d’affari siano partiti stamane, ”per evitare gli effetti del ‘giorno della collera’ proclamato dalle opposizioni nel paese”.

I beduini si uniscono alla rivolta. Si tratta di alcuni gruppi stanziati nella penisola del Sinai. Fonti del governatorato del Sinai del Nord hanno annunciato ad al-Masry al-Youm che i manifestanti scenderanno per le strade nei pressi dell’aeroporto di al-Gorah, dove sono stanziate forze di pace multinazionali. Alcuni membri di una tribù del villaggio dial-Mahdiya, a sud del valico di Rafah, tra Egitto e Striscia di Gaza, hanno dato la loro adesione alle proteste annunciando una marcia perle strade di Rafah e di Sheikh Zowayyed.

La sicurezza è stata rafforzata in tutti i luoghi sensibili, in particolare di fronte alla facoltà di Scienze dell’educazione ad Arish e al quartier generale del governatorato a Rafah. Il governatore del Sinai del Nord, Mourad Mowafi, interpellato da al-Masry al-Youm, ha assicarato che per ora la situazione è tranquilla. “Se qualcuno ha problemi, dovrebbe venire a parlarne con me, piuttosto che darsi fuoco”, ha detto, riferendosi ai giovani che, in Egitto come in molti paesi del Nord Africa, si sono dati fuoco negli ultimi giorni perprotestare contro il governo.