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La Russia avverte: “Diplomatici e stranieri lascino Kiev il prima possibile, continueremo i raid sulla capitale ucraina”

Mosca annuncia un'altra serie di attacchi dopo quella dei giorni scorsi, come rappresaglia per il bombardamento ucraino di Starobilsk. Usati missili ipersonici Oreshnik nella notte tra il 23 e 24 maggio
La Russia avverte: “Diplomatici e stranieri lascino Kiev il prima possibile, continueremo i raid sulla capitale ucraina”
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Dopo la pioggia di missili e droni dei giorni scorsi su Kiev, prosegue la risposta militare della Russia, che anticipa nuovi raid e sollecita diplomatici e altri stranieri ad abbandonare la capitale ucraina “il prima possibile“. Il ministero degli Esteri russo ha raccomandato ai cittadini stranieri a Kiev, incluso il personale delle ambasciate, di “lasciare la città il più presto possibile, e i residenti della capitale ucraina di non avvicinarsi agli obiettivi dell’infrastruttura militare e amministrativa”. I raid continueranno, aggiunge il ministero, anche “contro i centri decisionali e i posti di comando” ucraini. Nei bombardamenti contro l’Ucraina della notte tra sabato 23 e domenica 24, le forze russe avevano usato anche missili balistici ipersonici Oreshnik, in grado di trasportare testate nucleari.

Secondo Mosca questa escalation è la rappresaglia per l’attacco di droni della notte tra giovedì e venerdì scorso nella regione di Lunagsk, controllata dai russi. Il presidente Vladimir Putin ha accusato Kiev di aver preso di mira il dormitorio di Starobilsk, in cui erano ospitati ragazzi tra i 14 e i 18 anni, e aver ucciso 21 persone e ferito altre 40.

“Un’altra prova evidente della natura nazista e terroristica del regime di Kiev” ha commentato il Crrmlino in una nota. “Tutto questo ha fatto traboccare il vaso della pazienza“, afferma ancora la diplomazia russa, avvertendo che le forze di Mosca continueranno a sferrare “attacchi sistematici contro le imprese del complesso militare-industriale ucraino a Kiev, inclusi i luoghi specifici di progettazione, produzione, programmazione e preparazione all’uso dei droni utilizzati dal regime di Kiev con l’assistenza di esperti Nato, responsabili della fornitura di componenti, della fornitura di dati di intelligence e della guida dei missili”.

Lo stato maggiore di Kiev, che nelle scorse ore ha anche rivendicato un duro colpo si servizi di sicurezza russi a Kherson, dà però un’altra versione e afferma di avere centrato un obiettivo militare, un luogo di comando di una unità russa e non dei civili.

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