Dalle 19 alle 23 siamo stati off line. Problemi di traffico e di server ci hanno bloccati. Ci dispiace molto. Sia per i navigatori del fattoquotidiano.it con i quali ci scusiamo, che (lo dobbiamo ammettere) per noi. Lunedì e martedì abbiamo per la prima volta superato i 200mila utenti unici e ieri (mercoledì) minacciavamo di andare molto più in alto.

Al momento, come sapete, raggiungere il maggior numero di persone possibile per noi è importante per un motivo: dare massima circolazione alle notizie e alle opinioni. Suscitare dibattiti e ragionamenti. Insomma: fare informazione.

Ieri sera, per esempio, ci sarebbe piaciuto seguire meglio le ultime giravolte del governo e di Silvio Berlusconi. Aprire una vera discussione sulle contestazioni al sindacalista Luigi Bonanni alla festa del Pd di Torino. E mettere in rete un video virale, appena montato, sul direttorissimo del Tg1, Augusto Minzolini.  Lo faremo in giornata.

Come abbiamo già spiegato, però, tutto questo ha un costo. Dobbiamo pagare gli stipendi, investire altri soldi in tecnologia (a partire dai maledetti server), produrre più video-inchieste e nuovi format da aggiungere a Telebavaglio nel palinsesto della nostra web tv ancora in embrione (a proposito oggi, giovedì, dovremmo avere Sabina Guzzanti in diretta dall’Aquila).

Avere dei  buoni dati di traffico è, insomma, anche fondamentale per raccogliere pubblicità. Cosa che cominceremo a fare molto presto, visto che ieri abbiamo finalmente firmato un contratto con una concessionaria. Anche per questo nelle prossime settimane aggiungeremo in home page un bottone dal quale sarà possibile acquistare degli spazi sul nostro sito. Se potete (e volete) usatelo.

Sulle altre forme di finanziamento volontario di cui abbiamo parlato qualche settimana fa, in redazione stiamo invece ancora discutendo. I problemi etici da affrontare sono molti. Fra qualche giorno, non appena avremo le idee più chiare, vi diremo che cosa abbiamo pensato. Comunque, server o non server, siamo ancora qui. Per dire quello che gli altri non dicono. E per continuare a farlo.