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25 aprile, la diretta | Mattarella: “Dalla Resistenza si leva un’invocazione: pace, pace, pace. Antistoriche velleità di rimuovere Onu e Ue”

Meloni: "Ricordiamo la sconfitta dell'oppressione fascista". A Palermo e Bologna contestati i sindaci Lagalla e Lepore. A Roma tensioni nel corteo quando i radicali arrivano con le bandiere ucraine. Schlein a Stazzema: "Qui si è visto il male del mondo". Conte: "Festa divisiva? Per chi non riconosce la Liberazione dalla schiavitù nazifascista"
25 aprile, la diretta | Mattarella: “Dalla Resistenza si leva un’invocazione: pace, pace, pace. Antistoriche velleità di rimuovere Onu e Ue”
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  • 12:07

    Roma: parte il corteo dell’Anpi, migliaia in piazza

    Tra bandiere rossee dell’Anpi, vessilli della pace, ma anche della Palestina, di Hezbollah e dell’Iran, migliaia di persone si sono ritrovate a Porta San Paolo e sono ora partite in corteo per l’81esimo anniversario della Liberazione, al termine di una mattinata aperta dalle cerimonie istituzionali.

    Nel frattempo, un primo corteo di alcune centinaia di manifestanti era partito dalla sede della Fao, dirigendosi verso l’ambasciata cubana in segno di protesta contro il blocco statunitense. In piazza sigle come Potere al Popolo, OSA, Cambiare Rotta, Usb e Movimento per il diritto all’abitare, insieme a rappresentanti di movimenti palestinesi, hanno sfilato su viale Aventino con cori antifascisti e slogan contro il riarmo e l’imperialismo. Davanti all’ambasciata i manifestanti sono stati accolti dall’ambasciatore cubano Jorge Luis Cepero Aguilar, che ha tenuto un breve intervento. Al termine è stata deposta una corona d’alloro sotto il busto di José Martí, in ricordo dei 32 cubani uccisi durante la cattura del presidente venezuelano Nicolás Maduro.

    Il corteo si è poi diretto verso Porta San Paolo, dove è confluito nella manifestazione principale. Qui, dopo la deposizione di una corona in memoria dei caduti della Resistenza, la piazza si è riempita: presenti bandiere con falce e martello. L’area attorno alla Piramide Cestia è stata chiusa al traffico, con vigili urbani impegnati nella gestione della viabilità e forze dell’ordine a presidiare la zona. Dal palco allestito nei pressi delle lapidi dedicate alla Resistenza si sono alternati interventi contro le guerre e contro il governo nazionale. Tra fumogeni colorati e bandiere – rosse del sindacato Usb e nere dell’organizzazione studentesca Cambiare Rotta – gruppi di manifestanti hanno continuato ad affluire sul piazzale, in attesa della partenza del corteo. Il percorso previsto attraverserà via Ostiense, via Pellegrino Matteucci, via Benzoni e la Garbatella fino al Parco Schuster, dove sono in programma interventi. I manifestanti stanno sfilando intonando Bella ciao tra le strade della Capitale.

  • 11:56

    Calenda: “Indegni fascisti rossi cacciano dal corteo le bandiere ucraine”

    “Fascisti rossi a Roma cacciano dal corteo le bandiere ucraine. Vergogna! 650 tra droni e missili russi hanno colpito l’Ucraina ieri. Siete indegni di parlare di resistenti e partigiani. Chiedo un’immediata presa di distanze della sinistra parlamentare. Basta piazze governate dai fascisti putiniani”. Lo dichiara il leader di Azione Carlo Calenda

  • 11:48

    De Palma (Fiom) a Monte Sole: “Ci dicono che erano tutti uguali: no, c’era chi è morto per la democrazia”

    “Noi abbiamo una grande responsabilità, perché come per nome e cognome la storia ha chiamato quelle donne e quegli uomini a scegliere da quale parte stare – e scelsero di essere partigiani – ci sono quelli che oggi siedono le più alte cariche del nostro Stato che ci dicono che sono tutti uguali. No, non sono tutti uguali. Perché c’è stato un momento in cui la storia ha chiamato per nome e cognome e c’è chi ha deciso di stare dalla parte di chi ammazzava i bambini, di chi trucidava i preti, di chi ammazzava la libertà delle persone. E c’è invece chi ha lottato e battuto ed è morto per la dignità, e per poterci consentire di poter vivere oggi nella democrazia”. Così Michele De Palma, segretario generale Fiom-Cgil, a Monte Sole, Marzabotto (Bologna), alla commemorazione in occasione dell’81esimo anniversario della Liberazione.

    “È un 25 aprile da ricordare ancora più intensamente rispetto agli anni scorsi in una situazione complessa internazionale, un giorno di memoria da ricordare – ha sottolineato – Ci sono parole che la nostra lotta di liberazione e di resistenza avrebbero voluto cancellare. La parola ‘guerrà, la parola ‘sterminiò, la parola ‘genocidiò, la ‘povertà’. Purtroppo viviamo una contemporaneità in cui queste parole sono tornate ad essere una cifra del mondo dentro il quale viviamo”. 

  • 11:46

    Meloni cita Mattarella: “Il 25 aprile sia un momento di coesione nazionale”

    “Oggi ci ritroviamo nelle parole del Presidente della Repubblica e rinnoviamo il nostro impegno affinché il 25 aprile sia ‘un momento di riflessione collettiva e di coesione nazionale’. È un auspicio che facciamo nostro, perché è dalla concordia e dal rispetto per l’altro che la Nazione può trarre rinnovato vigore. Oggi, in un’epoca scossa da guerre e minacce sempre più insidiose ai sistemi democratici, torniamo a ribadire che l’amore per la libertà è l’unico vero antidoto contro ogni forma di totalitarismo e autoritarismo. In Europa e nel mondo”. Lo dichiara la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, in occasione dell’81° anniversario della Liberazione. 

  • 11:44

    Schlein: “Il fascismo non è un’opinione, è un reato. Sciogliere le organizzazioni neofasciste”

    “Se la nostra Costituzione sancisce la libertà di manifestazione dl pensiero e di opinione dobbiamo dire che il fascismo non è un’opinione, è un crimine, è un reato, e voglio ringraziare i 32 parlamentari che hanno letto la costituzione per impedire una conferenza dei neofascisti. Le organizzazioni neofasciste devono essere sciolte, questo dice la nostra costituzione. Il 25 aprile è un giorno di festa, di memoria, impegno, porteremo avanti l’impegno della proposta legge nata proprio a Stazzema contro la propaganda nazista e fascista. Il 25 aprile ci insegna che non va mai persa la speranza, è davvero una giornata luminosa di riscatto e libertà, la nascita di una nuova Italia”. Lo ha detto la segreteria del Pd Elly Schlein nella sua orazione ufficiale per le celebrazioni del 25 aprile a Sant’Anna di Stazzema (Lucca).

  • 11:43

    I Radicali denunciano: “Picchiati durante il corteo a Roma per le bandiere dell’Ucraina”

    “Oggi, durante la nostra partecipazione alla manifestazione del 25 aprile a Roma, siamo stati aggrediti da fascisti con le bandiere rosse: ci hanno picchiati e ci hanno spruzzato addosso spray al peperoncino. Il nostro presidente, Matteo Hallissey, in questo momento è in ambulanza, soccorso dal personale del 118. Insieme a militanti radicali e a Ivan Grieco, siamo stati poi allontanati dal corteo solo perché avevamo con noi bandiere ucraine e di altri popoli oppressi. Un gesto vergognoso contro chi, da sempre, partecipa alle lotte antifasciste. Esigiamo una netta presa di distanza da parte dell’Anpi: il diritto di manifestare alla Festa della Liberazione appartiene a tutti. Questa vergogna non ha precedenti. Il fascismo è qui”. Lo denunciano in una nota Filippo Blengino e Patrizia De Grazia, segretario e tesoriera di Radicali Italiani. 

  • 11:42

    Schlein: “25 aprile divisivo solo per chi ha nostalgia degli oppressori”

    “Il 25 aprile non è divisivo, lo è solo per chi ha nostalgia degli oppressori. Il 25 aprile appartiene a tutti gli italiani ed è una festa popolare. La minaccia di rigurgiti fascisti non è solo quella diretta ma quella indiretta che trova linfa vitale ogni volta davanti all’indifferenza. Indifferenza che è stata a volte anche istituzionale, verso le migliaia di morti nel Mediterraneo che hanno diritto a venire qui e non essere deportate in Albania”. Lo ha detto la segretaria del Pd Elly Schlein nel suo intervento per le celebrazioni del 25 aprile a Sant’Anna di Stazzema (Lucca). In conclusione della sua orazione, indossando un fazzoletto tricolore dell’Anpi, Schlein ha sottolineato: “Evviva il 25 aprile, evviva l’Italia antifascista, ora e sempre Resistenza”. 

  • 11:41

    Tensione a Roma per manifestanti con bandiere ucraine

    Attimi di tensione alla manifestazione indetta dell’Anpi a Roma per il 25 aprile. Tutto è nato vicino a Porta San Paolo quando, poco prima delle 11, un gruppo di circa dieci manifestanti ha raggiunto i pressi della Piramide Cestia con bandiere ucraine. Le forze dell’ordine, secondo quanto si apprende, sono intrevenute per evitare che l’episodio potesse degenerare. In quegli attimi, infatti, alcuni manifestanti riconducibili alla componente di estrema sinistra hanno usato spray urticante anche in direzione di agenti in borghese. La situazione è poi tornata alla normalità con l’allontanamento dei manifestanti pro-Ucraina che sono monitorati dalle forze dell’ordine.

  • 11:17

    Meloni: “Ricordiamo la sconfitta dell’oppressione fascista”

    “Oggi l’Italia celebra l’ottantunesimo anniversario della Liberazione. Il popolo italiano ricorda uno dei momenti decisivi della propria storia: la fine dell’occupazione nazista e la sconfitta dell’oppressione fascista, che aveva negato agli italiani libertà e democrazia“. Lo dichiara la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, in occasione dell’Anniversario della Liberazione. “Oggi celebriamo i valori scolpiti nella Costituzione repubblicana, che hanno permesso all’Italia di diventare quello che è e che le viene riconosciuto da tutti: una Nazione forte e autorevole, protagonista sullo scenario europeo e internazionale”, aggiunge. 

  • 11:09

    Schlein: “A Sant’Anna si è visto il male del mondo”

    “Qui si è visto il male del mondo, qui l’umanità deve guardare ogni volta che non crede a quanto in basso si può spingere”. Lo ha affermato la segretaria del Pd Elly Schlein, commemorando l’eccidio di Sant’Anna di Stazzema. “E la comunità di Sant’Anna di Stazzema – ha proseguito – ha subìto una doppia ingiustizia: prima l’abisso feroce e atroce della strage. Una strage per cui sono stati scelti e anche premeditati i metodi più efferati. Fare terra bruciata era l’obiettivo dei professionisti della morte in divisa nazista con i loro complici, i repubblichini che li avevano guidati quassù, passo dopo passo, di una complicità crudele e codarda, a volte celati, bendati, nascosti dietro divise tedesche, fascisti vigliacchi e assassini. E poi la seconda grande ingiustizia: per lungo tempo l’oblio, il dolore non espresso, la coltre di nebbia dell’occultamento della verità e della negazione della giustizia. Sino al ritrovamento nel 1994, io avevo 9 anni, dell’armadio della vergogna da parte del procuratore militare Intelisano che indagava su Priebke e altri”.