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25 aprile, corteo bloccato a Milano: i pro-Pal contro la Brigata ebraica. Pagliarulo (Anpi): “No a bandiere israeliane”

Il serpentone fermato a pochi metri dalla partenza. L'ex deputato Pd Fiano: "Ci hanno dato delle 'saponette mancate'". Mattarella: "Dalla Resistenza invocazione alla pace"
25 aprile, corteo bloccato a Milano: i pro-Pal contro la Brigata ebraica. Pagliarulo (Anpi): “No a bandiere israeliane”
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Milano, i pro-Pal bloccano il corteo: contestazioni alla Brigata ebraica

Mentre la testa del corteo del 25 aprile a Milano è quasi arrivata in piazza Duomo, tutto il resto del serpentone è bloccato all’incrocio tra via Senato e corso di Porta Venezia dai manifestanti pro-Pal, che contestano la presenza della Brigata ebraica gridando “vergogna” e “fuori dal corteo”. 

Momenti chiave

    • 12:51

      Mattarella: “La relazione tra partigiani e popolazione scatenava la rabbia nazifascista”. E ricorda gli eccidi nelle Marche

      “La stretta relazione tra forze partigiane e popolazione scatenava la rabbia nazifascista con eccidi gratuiti contro la popolazione civile: oltre trecento saranno i civili uccisi per rappresaglia. Gli eccidi si succedevano: Fragheto di Casteldelci, Fabriano, Morro, Pozzuolo e Capolapiaggia, Valdiòla, Matelica, Ponte Chigiano, Pozza e Umito di Acquasanta Terme, Arcevia, Filottrano e la Val Musone. Era un popolo unito quello che si opponeva all’invasore”. Lo ha detto il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, celebrando il 25 aprile a San Severino Marche.

    • 12:46

      Mattarella :”Ci fu occupazione nazista e complicità guardia nazionale della Rsi”

      “L’occupazione germanica, la complicità della Guardia Nazionale Repubblicana, la presenza degli uomini della malfamata Legione Tagliamento, hanno recato lutti e sofferenze a questi borghi e alla loro gente. In particolare, questa provincia di Macerata e questi luoghi, come abbiamo ascoltato, furono oggetto di prevaricazioni e stragi. Il concentramento di bande partigiane sapeva tenere in scacco i nazifascisti e si subivano le loro rappresaglie: proprio San Severino fu teatro dei primi scontri a fuoco”. Lo ha detto il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, celebrando il 25 aprile a San Severino Marche

    • 12:45

      Mattarella: “Parte d’Italia sotto nazisti con zelanti complici fascisti”

      “Gli avvenimenti in queste terre, con la decisiva avanzata delle truppe alleate, segnarono la ricongiunzione all’Italia libera delle province centro-settentrionali cadute sotto il dominio hitleriano con i suoi zelanti complici fascisti. Anche in questa regione, anche qui a San Severino, a Castel Raimondo, a Matelica, la Liberazione anticipò l’arrivo delle truppe alleate, nel luglio del 1944. Così come le Marche non furono esenti dall’esperienza di “zone libere”, di centri amministrati dalle forze partigiane per periodi più o meno lunghi, “Repubbliche” modellate su principi inediti nella storia italiana, esempi embrionali di vita democratica”. Lo ha detto il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, celebrando il 25 aprile a San Severino Marche.

    • 12:45

      Mattarella: “Repubblica nata per redimere l’onta dei collaborazionisti”

      La Repubblica è “nata ottant’anni or sono, dalla libera scelta delle cittadine e dei cittadini italiani, solennemente sanzionata dal referendum istituzionale. Nata sugli orrori della guerra, sulla contrapposizione a un occupante e per redimere l’onta dei collaborazionisti che lo avevano affiancato privilegiando il partito sulla Patria. Repubblica, nata per esprimere la speranza e l’avvio di un futuro migliore”. Lo ha detto il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, celebrando il 25 aprile a San Severino Marche. 

    • 12:44

      Giovani, contadini, militari, preti: le figure della Resistenza ricordate da Mattarella

      Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella alla cerimonia di San Severino Marche ha ricordato “quello che, con immenso sacrificio, ebbero a testimoniare i militari lasciati allo sbando, in assenza di ordini dopo l’8 settembre 1943. I giovani che fuggivano i bandi della sedicente Repubblica Sociale Italiana e che si unirono nelle formazioni partigiane. I contadini che venivano strappati alla terra per essere comandati a lavorare alla cosiddetta Linea Gotica, ultimo tentativo del Reich hitleriano di ritardare la disfatta. Le donne, le famiglie verso cui si scatenò, anche in queste contrade, una cieca violenza. I sacerdoti trucidati per rappresaglia, come don Enrico Pocognoni, Medaglia d’oro al Merito civile, parroco di Braccano di Matelica. I Carabinieri che dettero la vita, come Glorio Della Vecchia, vice brigadiere, Medaglia d’argento al valor militare, al quale fu intitolata la Caserma dei Carabinieri di San Severino e il maggior Pasquale Infèlisi, Medaglia di bronzo al valor militare, al quale è intitolata la Caserma della Legione Carabinieri Abruzzo e Molise a Chieti. Questa la storia, scritta con la loro vita, da questi italiani”. 

    • 12:36

      Mattarella: “Si ricorda il 25 aprile non per posizioni ideologiche ma per amor di Patria”

      “Oggi, a San Severino Marche, facciamo memoria del 25 aprile, data della Liberazione del nostro Paese. A muoverci non è un sentimento celebrativo di maniera. Tanto meno la pretesa di una storia scritta in obbedienza ad astratte posizioni ideologiche. A muoverci è amor di Patria“. Lo ha detto il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, celebrando il 25 aprile a San Severino Marche.

    • 12:33

      Conte: “Festa divisiva? Solo per chi non riconosce la liberazione dalla schiavitù nazifascista”

      “E’ una festa divisiva per chi non vuole riconoscere i valori della convivenza democratica, la liberazione dalla opaca schiavitù repressiva nazifascista, ma non c’è possibilità di dividersi sul fatto che abbracciamo i valori della convivenza democratica e della nostra Costituzione. La Costituzione è chiaramente antifascista“. Lo ha detto Giuseppe Conte, presidente M5S, a margine della cerimonia del 25 aprile a Napoli, in Piazza Matteotti.

      “Il giorno della liberazione – ha spiegato Conte – celebriamo e onoriamo l’Italia della convivenza democratica, l’Italia antifascista, della Repubblica costituzionale. Siamo qui perché Napoli ha offerto una testimonianza incredibile, ricordiamo anche la medaglia d’oro al valor militare perché in quattro giornate questo popolo, senza l’aiuto degli Alleati, è stata la prima città in Italia a liberarsi, una delle primissime in Europa. Celebriamo il 25 aprile qui perché è la festa di tutti coloro che si riconoscono nell’Italia costituzionale, democratica e antifascista”.

      Sui giudizi negativi rispetto alla Liberazione espressi da Casapound in un convegno a Napoli “è evidente che ci sono a destra dei rigurgiti neofascisti sono pericolosi perché non sono solo in Italia ma anche in Germania e in Europa. Per questo dobbiamo avere le idee chiare e batterci tutti quanti per celebrare questi momenti. Ormai nello scacchiere mondiale abbiamo tante autocrazie, tanti sistemi che si chiamano democratici ma nella sostanza sono illiberali. Il 72% della popolazione mondiale non vive in sistemi pienamente democratici, quindi bisogna far capire anche ai giovani che la democrazia è una conquista, non può essere solo un dato formale, non è solo il richiamo a dei principi e dei criteri formali e al fatto che ogni tanto si vada a votare. Democrazia significa avere il pluralismo dell’informazione, una magistratura e organi di garanzia realmente indipendenti, coltivare ogni giorno il valore della libertà e della convivenza democratica”. 

    • 12:28

      Convegno di Forza Nuova vietato a Predappio, cancelli chiusi e polizia

      Cancelli chiusi al capannone dell’ex fabbrica Caproni di Predappio dove questa mattina avrebbe dovuto tenersi il convegno “La fine dell’antifascismo”, organizzato dalla piattaforma Fahrenheit2022 in collaborazione con Forza Nuova. Un convegno vietato dal Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza a causa delle gravi carenze dell’immobile, verificate durante un sopralluogo nei giorni scorsi, in merito alla sua agibilità. Le strutture dell’ex Caproni, realizzate negli anni ’30, da tempo sono in gran parte abbandonate. I cancelli d’accesso alla struttura sono dunque chiusi. Sul posto una coppia di agenti ferma le rare macchine in transito sulla strada che si inerpica verso Predappio alta, chiedendo se si tratta di residenti. In caso contrario i conducenti vengono invitati a non frequentare la zona, data la ristrettezza della sede stradale e i numerosi tornanti a monte.

      Un centinaio di metri più oltre, all’imbocco di una strada secondaria, sono fermi alcuni mezzi della polizia, in tutto, fra in divisa e in borghese, una trentina gli agenti presenti. C’è da capire se nelle prossime ore – come avevano anticipato gli organizzatori – si tenterà comunque di svolgere l’incontro, con l’incognita location.

      Intanto in centro a Predappio c’è vivacità, come in tutti i giorni festivi, con i bar pieni e tanta gente che passeggia. Notati, per lo più nelle vicinanze dei negozi di souvenir nostalgici sporadiche presenze di persone dall’abbigliamento monocromatico nero. Presenze anche in vista del corteo di nostalgici previsto per domani per la commemorazione della morte di Benito Mussolini (avvenuta il 28 aprile ’45), con la sfilata fino al cimitero e alla cripta.

    • 12:25

      Schlein: “Pesa l’assenza da troppi anni del governo a Sant’Anna di Stazzema”

       Essere oggi a Sant’Anna di Stazzema (Lucca) “significa riconoscere il ruolo di questo luogo nella costruzione della memoria collettiva del paese. Significa testimoniare la vigilanza concreta di una comunità che tale memoria custodisce e trasmette. Allo stesso tempo non posso non rilevare un’assenza che pesa. Non solo oggi ma è da qualche anno, da troppo tempo manca a Sant’Anna una presenza significativa del governo. E questo non è un dettaglio, perché questo non è un luogo qualsiasi, è uno dei simboli della memoria repubblicana. La presenza dello Stato è un atto di riconoscimento”. Lo ha detto la segretaria del Pd Elly Schlein nella sua orazione ufficiale per le celebrazioni del 25 aprile a Sant’Anna di Stazzema (Lucca). 

    • 12:25

      In 5mila a Cagliari per il corteo “Pace e diritti”

      Circa cinquemila persone hanno partecipato a Cagliari al corteo per la festa della Liberazione, organizzato dall’Associazione nazionale partigiani-Anpi e dalle altre sigle dei partigiani e dalla Cgil. Tanti i giovani che hanno voluto essere presenti al corteo che ha sfilato per le principali strade cittadine con cartelli e slogan, molti dei quali inneggiavano alla pace in Iran, in Palestina e in Ucraina. Tante anche le bandiere arcobaleno indossate e portate a spalla ma, durante il corteo che si è concluso con una serie di interventi e con il canto ‘Bella ciaò in Piazza del Carmine, è spuntato anche qualche vessillo di Cuba.