Pirlo non sarà il ct dell’Italia: “Ho appreso ieri sera di non essere più il candidato”. Poi ringrazia Maldini e Leonardo, non Malagò
“Ho appreso ieri sera di non essere più il candidato alla panchina della Nazionale“. Con una storia su Instagram Andrea Pirlo annuncia di non essere più in lizza per il ruolo di ct dell’Italia. Dopo un’ondata di polemiche durata l’intero weekend, è lo stesso tecnico a mettere la parola fine a questa telenovela: ha ricevuto attacchi durissimi, senza precedenti per un candidato ct, quasi tutti pretestuosi. Il suo annuncio social però getta nel caos l’intero calcio italiano. Il presidente Giovanni Malagò si trova di fronte all’inizio più disastroso di sempre alla guida della Figc: ha scelto un direttore tecnico, Paolo Maldini, per poi sconfessare la sua prima decisione. E ora lo stesso Maldini potrebbe lasciare, creando ulteriore imbarazzo all’ex numero 1 del Coni. Indicativo il fatto che nelle sue storie Pirlo abbia deciso di ringraziare Maldini e Leonardo, mentre non viene mai citato Malagò.
“Desidero ringraziare Maldini e Leonardo per la stima e la fiducia che mi hanno dimostrato”, scrive Pirlo, “conosco la loro competenza, la loro serietà e l’amore che hanno sempre dedicato al calcio italiano”. Poi però arriva l’affondo: “Mi rammarica che una scelta di carattere sportivo sia stata rapidamente trascinata in un confronto pubblico che ha finito per attribuire alla mia persona significati e intenzioni che non mi appartengono”. Il riferimento è ovviamente alla bufera scatenata dal suo contratto di sponsorizzazione con Fonbet, principale bookmaker russo. Una situazione che è stata sfruttata di chi non voleva Pirlo ct per alzare un polverone mediatico.
Proprio in un altro lungo post sui social, pubblicato già nella serata di domenica, Pirlo ha provato a fare chiarezza su quel contratto: “Negli ultimi giorni ho assistito con grande amarezza al dibattito che si è sviluppato intorno al mio nome e alla possibilità di ricoprire il ruolo di commissario tecnico della Nazionale italiana. Per rispetto nei confronti delle istituzioni, della Federazione e di tutte le persone coinvolte, ho scelto finora di mantenere il silenzio. Ritengo però doveroso chiarire alcuni aspetti”, ha scritto Pirlo.
“Nel corso della mia carriera, prima da calciatore e oggi da allenatore, ho sempre svolto la mia attività nel pieno rispetto delle leggi dei Paesi in cui ho lavorato e dei contratti che ho sottoscritto. La collaborazione professionale oggetto delle recenti polemiche nasce nell’ambito del mio percorso lavorativo negli Emirati Arabi Uniti ed è esclusivamente di natura commerciale e sportiva – prosegue – Attribuire a tale collaborazione un significato politico significa attribuirmi convinzioni che non ho mai espresso e che non mi appartengono“. Poi Pirlo ha concluso: “L’amore per l’Italia non dipende da un incarico. Fa parte della mia storia, della mia identità e continuerà ad accompagnarmi, sempre”.