Trump: “Accordo nelle prossime 2 o 3 ore”
L’accordo con l’Iran è previsto nelle “prossime due o tre ore“. È quanto ha detto Donald Trump a Trey Yingst di Fox News.
L’accordo con l’Iran è previsto nelle “prossime due o tre ore“. È quanto ha detto Donald Trump a Trey Yingst di Fox News.
Momenti chiave
Almeno cinque persone, tra cui tre donne, sono rimaste uccise in attacchi attribuiti alle forze israeliane avvenuti nel lasso di tempo compreso tra ieri sera e stamattina a Msayleh e a Kaouthariyet el-Sayyad, località del distretto di Sidone, in Libano: lo riporta il giornale L’Orient-Le Jour. La stessa fonte parla di raid e raffiche di artiglieria incessanti anche nell’area di Nabatieh: in questo caso il bilancio è di almeno tre feriti.
Il ministro degli Esteri pakistano, Ishaq Dar, ha avuto un colloquio telefonico con il suo omologo turco, Hakan Fidan. Come riportato da Al Jazeera, il ministero degli Esteri pakistano ha reso noto che i due diplomatici “si sono confrontati sull’evoluzione della situazione regionale e hanno accolto con favore i progressi incoraggianti verso un’intesa tra Stati Uniti e Iran“. Il Pakistan ha svolto il ruolo di principale mediatore nei colloqui tra Washington e Teheran per un possibile accordo volto a porre fine al conflitto, mentre la Turchia figura tra i Paesi del Medioriente che, secondo quanto affermato dal presidente Usa Donald Trump, vengono regolarmente consultati.
Sirene d’allarme si sono attivate in diverse località israeliane vicine alla frontiera con il Libano, per la possibilità di un “attacco con droni” proveniente dal Paese confinante: lo riporta il Times of Israel.
Nel frattempo, l’agenzia libanese Nna riporta invece che Hezbollah ha rivendicato attacchi con razzi e droni contro posizioni dell’esercito israeliano a Majdal Zoun e Houla, entrambe località in territorio libanese.
Il ministro delle Finanze israeliano Bezalel Smotrich ha chiesto una risposta immediata e più dura contro Hezbollah dopo i lanci di razzi verso il nord di Israele, invitando il governo a colpire nuovamente la periferia sud di Beirut. In un messaggio pubblicato su X, Smotrich ha definito gli attacchi “un test” per la cosiddetta “equazione Dahiyeh” annunciata dal primo ministro Benjamin Netanyahu, riferendosi alla strategia di risposta militare severa contro le infrastrutture legate a Hezbollah in Libano. “Invito il primo ministro ad attuarla con determinazione e fermezza e radere al suolo edifici a Dahiyeh già oggi”, ha scritto il ministro, aggiungendo che Israele sta vivendo “giorni critici per definire l’assetto della regione per molti anni”. Smotrich ha inoltre ribadito la necessità di garantire sicurezza ai residenti del nord del Paese: “Abbiamo promesso sicurezza agli abitanti del nord e dobbiamo mantenerla”.
La decisione finale dell’Iran sull’accordo con gli Stati Uniti è ancora in attesa di valutazione. Lo riferisce l’agenzia iraniana Fars, citando una fonte informata. Secondo altri media di Teheran, una delegazione del Qatar è attualmente nella capitale per finalizzare l’accordo, che secondo gli Stati Uniti verrà firmato in giornata.
“Di fronte al terrorismo non si dà tregua, si sferra un colpo decisivo”. Lo scrive su X il ministro per la Sicurezza nazionale di Israele Itamar Ben-Gvir. “Oggi – ha aggiunto – durante il dibattito con il Primo Ministro, ribadirò e chiarirò nuovamente la mia posizione: per ogni drone, un missile. Per ogni violazione, fuoco. Per ogni Uav, Dahiyeh deve tremare. Per ogni capello sulla testa di un soldato dell’Idf, mille terroristi di Hezbollah“.
La Forza di difesa israeliana (Idf), ha ordinato l’evacuazione di 29 villaggi e centri abitati nel sud del Libano in vista di attacchi contro Hezbollah. Ai residenti di 16 località è stato intimato di allontanarsi di almeno un chilometro, mentre a quelli di altri 13 centri è stato ordinato di spostarsi a nord del fiume Zahrani. “Alla luce della violazione dell’accordo di cessate il fuoco da parte di Hezbollah, l’Idf è costretta ad agire con la forza contro il gruppo”, ha avvertito il portavoce dell’esercito, colonnello Avichay Adraee, come riportato da Times of Israel.
Una delegazione del Qatar, Paese che funge da mediatore tra Iran e Stati Uniti insieme al Pakistan, è arrivata oggi a Teheran nell’ambito di colloqui volti a porre fine in modo duraturo alla guerra in Medio Oriente, secondo quanto riportato dai media iraniani. L’agenzia di stampa Isna ha riferito che un consigliere del ministro degli Esteri del Qatar è stato inviato in Iran. Questa visita ha lo scopo di “esaminare gli ultimi sviluppi relativi al processo diplomatico”, secondo Tasnim, un’altra agenzia di stampa iraniana.