Trump: “Accordo nelle prossime 2 o 3 ore”
L’accordo con l’Iran è previsto nelle “prossime due o tre ore“. È quanto ha detto Donald Trump a Trey Yingst di Fox News.
L’accordo con l’Iran è previsto nelle “prossime due o tre ore“. È quanto ha detto Donald Trump a Trey Yingst di Fox News.
Momenti chiave
L’accordo con l’Iran è previsto nelle “prossime due o tre ore“. È quanto ha detto Donald Trump a Trey Yingst di Fox News.
Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha dichiarato oggi che la massima autorità di sicurezza del paese sostiene la “via del dialogo“, dopo le critiche mosse al team negoziale di Teheran dai falchi del regime. “Il Consiglio Supremo per la Sicurezza Nazionale ha concluso che si debba perseguire la via del dialogo”, ha assicurato Pezeshkian in un incontro con i media, secondo quanto riportato dal sito web della presidenza. Il Consiglio – ha quindi tenuto a sottolineare – è responsabile delle “decisioni riguardanti la guerra e i negoziati“.
“Le decisioni sulla guerra tra Stati Uniti e Israele contro l’Iran e sui colloqui di pace spettano in ultima analisi alla Guida Suprema e al Consiglio Supremo per la Sicurezza Nazionale (Snsc) iraniano”. Lo ha affermato il presidente iraniano, auspicando “unità e coesione nazionale” che “oggi sono la priorità del Paese”, Pezeshkian ha quindi sottolineato che tutti i gruppi politici dovrebbero sentirsi in dovere di seguire le decisioni della Guida Suprema Mojtaba Khamenei. Le dichiarazioni del presidente iraniano arrivano dopo che alcune fazioni nel Paese hanno chiarito di essere insoddisfatte dell’accordo attualmente sul tavolo, rivelando le spaccature all’interno dell’establishment iraniano con i falchi che criticano aspramente i dettagli trapelati del potenziale accordo tra Stati Uniti e Iran e spingono per una linea più dura. Lo riporta la Cnn.
Citando una fonte “vicina” al team negoziale iraniano, l’agenzia di stampa Fars riferisce che l’accordo in via di definizione tra Stati Uniti e Iran non è ancora stato finalizzato e che “nessun accordo sarà sicuramente firmato nei tempi annunciati da Trump”.
“L’attacco di questa mattina a Beirut non sarebbe dovuto accadere, soprattutto in un giorno così speciale, quando siamo così vicini a un accordo di pace con l’Iran”. Lo ha scritto Donald Trump su Truth. “Israele ha il diritto di difendersi dalle minacce, ma l’attacco a cui ha risposto era di portata limitata e insignificante, nessuno è rimasto ferito o ucciso, e non dovrebbe interrompere questo importante processo – ha proseguito il presidente degli Stati Uniti -. Siamo molto vicini a un accordo che porterà la pace nella regione, Libano compreso, e tutte le parti dovrebbero desistere. Non dovrebbero esserci più attacchi da parte di Israele in Libano, ma non dovrebbero esserci nemmeno più attacchi da parte di altre fazioni, incluso Hezbollah, contro Israele. Questo potrebbe essere l’inizio di una pace lunga e meravigliosa: non roviniamola!”, ha concluso Trump.
Una fonte diplomatica coinvolta nei negoziati tra Stati Uniti e Iran ha affermato a Fox News che l’attacco israeliano nel sobborgo meridionale di Dahiyeh, a Beirut, rappresenta un tentativo di “sabotare l’accordo del presidente Trump e trascinare gli Stati Uniti di nuovo in guerra”. Di segno opposto la posizione di un alto funzionario israeliano, che ha respinto le accuse sostenendo che gli attacchi siano una risposta a colpi di Hezbollah contro civili israeliani negli ultimi giorni.
L’Idf afferma di essere pronta a fronteggiare un eventuale attacco missilistico iraniano contro Israele nelle prossime ore, in seguito all’attacco sferrato in precedenza contro Hezbollah a Beirut. Lo riportano i media israeliani. Secondo quanto riferito dai militari, il capo di stato maggiore delle Forze di Difesa Israeliane, il tenente generale Eyal Zamir, sta conducendo una valutazione “con tutti i comandanti competenti” in seguito all’attacco, e la valutazione attuale è che l’Iran lancerà missili contro Israele.
“Il regime iraniano, come sempre, mente. È stato Hezbollah, il gruppo alleato dell’Iran, ad attaccare nuovamente Israele stamattina, senza alcuna provocazione”. Così il ministero degli Esteri israeliano Gideon Sa’ar su X. “Hezbollah spara costantemente contro i civili israeliani. Anche dopo il cessate il fuoco, Hezbollah non ha smesso di prendere di mira gli israeliani. È stato Hezbollah a lanciare un attacco non provocato contro Israele a marzo, agendo su ordine dei suoi mandanti iraniani”, sottolinea il ministero, “Israele non tollererà che vengano sparati colpi sul suo territorio”.
Quattro persone sono rimaste uccise in un attacco israeliano contro il campo profughi di Jabalya, nel nord di Gaza. Lo hanno riferito fonti mediche dell’ospedale Al-Shifa citate da Al Jazeera. Le quattro vittime si aggiungono a una persona uccisa in precedenza a Bani Suheila, a est di Khan Yunis, e a un’altra rimasta gravemente ferita in seguito a colpi di arma da fuoco attribuiti a Israele nei pressi di un accampamento di tende dietro l’ospedale Nasser, sempre a Khan Yunis. Inoltre, un ragazzo di 13 anni è stato ucciso poco prima di mezzanotte nella zona di Batn al-Samin, a sud di Khan Yunis, mentre altre due persone sono decedute a causa delle ferite riportate in un attacco a Gaza City il giorno precedente, secondo quanto riferito da fonti palestinesi.