Negoziatore Iran: “Accordo non finalizzato”
Mehdi Mohammadi, membro della delegazione negoziale con gli Stati Uniti, ha dichiarato all’agenzia Fars che “il testo dell’accordo con gli Stati Uniti non è stato ancora finalizzato e permangono questioni chiave relative alle 14 parti del testo dell’accordo”. “L’accordo prevede la fine della guerra contro l’Iran e il Libano da parte degli Stati Uniti e di Israele. Se ci sarà un nuovo attacco, chiuderemo lo Stretto di Hormuz, attaccheremo Israele e non entreremo nel secondo round di colloqui”, ha detto aggiungendo: “Secondo il testo, gli Stati Uniti devono avviare il processo di fine del blocco navale subito dopo la firma dell’accordo e lo completeranno in 30 giorni. L’Iran prenderà accordi nello Stretto di Hormuz, che includeranno la sua sicurezza e la riscossione di tariffe insieme all’Oman. Inoltre, le navi che non appartengono a paesi ostili, non minacciano la sicurezza e sono commerciali potranno attraversare la via navigabile lungo la rotta stabilita dall’Iran, ad eccezione di qualsiasi nave proveniente da Israele”.
Reuters: “Usa sospendono sanzioni a Teheran e scongelano 25 miliardi di asset in cambio dello sblocco di Hormuz”
Secondo quanto riferito a Reuters da un alto funzionario iraniano, Teheran e Washington avrebbero elaborato una bozza finale di memorandum d’intesa che potrebbe aprire la strada a un accordo più ampio entro 60 giorni. L’Iran si impegnerebbe a riaprire immediatamente lo Stretto di Hormuz a tutte le navi commerciali, mentre gli Stati Uniti revocherebbero il blocco navale che limita l’accesso ai porti iraniani.
La parte economica prevede una significativa attenuazione della pressione americana. Washington accetterebbe di non imporre nuove sanzioni durante i negoziati per l’accordo definitivo e concederebbe deroghe alle sanzioni petrolifere, permettendo a Teheran di esportare greggio e incassarne i proventi. Inoltre, gli Stati Uniti sbloccherebbero circa 25 miliardi di dollari di beni iraniani congelati all’estero attraverso trasferimenti diretti, linee di credito e la cooperazione di Paesi della regione.
Sul dossier nucleare, l’Iran ribadirebbe l’impegno a non produrre né acquisire armi atomiche e congelerebbe l’attuale livello delle proprie attività, rinunciando temporaneamente sia all’arricchimento dell’uranio sia all’espansione degli impianti nucleari. La bozza prevede inoltre che Teheran diluisca le proprie scorte di uranio altamente arricchito, anche se le modalità operative saranno definite nei successivi due mesi di trattative.
Iran, Reuters: “In accordo ok a non produrre né acquisire armi nucleari”
L’Iran avrebbe accettato, nell’ambito della bozza di memorandum d’intesa con gli Stati Uniti, di non produrre né acquisire armi nucleari. Lo riferisce Reuters, citata da Sky News, sulla base delle dichiarazioni di un funzionario iraniano. Secondo la stessa fonte, le modalità di gestione dell’uranio arricchito già in possesso di Teheran saranno definite nei prossimi 60 giorni, dopo un accordo iniziale, con l’ipotesi che la diluizione del materiale avvenga direttamente sul territorio iraniano. La bozza prevederebbe inoltre una sospensione temporanea delle sanzioni statunitensi sulle esportazioni di petrolio iraniano, il possibile sblocco di circa 25 miliardi di dollari di asset congelati e la riapertura dello Stretto di Hormuz.
Libano, media: “Almeno 5 morti nei raid di Israele”
Almeno cinque persone, tra cui tre donne, sono rimaste uccise in attacchi attribuiti alle forze israeliane avvenuti nel lasso di tempo compreso tra ieri sera e stamattina a Msayleh e a Kaouthariyet el-Sayyad, località del distretto di Sidone, in Libano: lo riporta il giornale L’Orient-Le Jour. La stessa fonte parla di raid e raffiche di artiglieria incessanti anche nell’area di Nabatieh: in questo caso il bilancio è di almeno tre feriti.
Iran, colloqui Pakistan-Turchia sui colloqui di pace
Il ministro degli Esteri pakistano, Ishaq Dar, ha avuto un colloquio telefonico con il suo omologo turco, Hakan Fidan. Come riportato da Al Jazeera, il ministero degli Esteri pakistano ha reso noto che i due diplomatici “si sono confrontati sull’evoluzione della situazione regionale e hanno accolto con favore i progressi incoraggianti verso un’intesa tra Stati Uniti e Iran“. Il Pakistan ha svolto il ruolo di principale mediatore nei colloqui tra Washington e Teheran per un possibile accordo volto a porre fine al conflitto, mentre la Turchia figura tra i Paesi del Medioriente che, secondo quanto affermato dal presidente Usa Donald Trump, vengono regolarmente consultati.
Sirene nel nord di Israele: “Droni dal Libano”
Sirene d’allarme si sono attivate in diverse località israeliane vicine alla frontiera con il Libano, per la possibilità di un “attacco con droni” proveniente dal Paese confinante: lo riporta il Times of Israel.
Nel frattempo, l’agenzia libanese Nna riporta invece che Hezbollah ha rivendicato attacchi con razzi e droni contro posizioni dell’esercito israeliano a Majdal Zoun e Houla, entrambe località in territorio libanese.
Libano, Smotrich: “Radere al suolo edifici di Hezbollah nel sud di Beirut”
Il ministro delle Finanze israeliano Bezalel Smotrich ha chiesto una risposta immediata e più dura contro Hezbollah dopo i lanci di razzi verso il nord di Israele, invitando il governo a colpire nuovamente la periferia sud di Beirut. In un messaggio pubblicato su X, Smotrich ha definito gli attacchi “un test” per la cosiddetta “equazione Dahiyeh” annunciata dal primo ministro Benjamin Netanyahu, riferendosi alla strategia di risposta militare severa contro le infrastrutture legate a Hezbollah in Libano. “Invito il primo ministro ad attuarla con determinazione e fermezza e radere al suolo edifici a Dahiyeh già oggi”, ha scritto il ministro, aggiungendo che Israele sta vivendo “giorni critici per definire l’assetto della regione per molti anni”. Smotrich ha inoltre ribadito la necessità di garantire sicurezza ai residenti del nord del Paese: “Abbiamo promesso sicurezza agli abitanti del nord e dobbiamo mantenerla”.
Iran, media: “Decisione finale sull’accordo è in attesa di valutazione”
La decisione finale dell’Iran sull’accordo con gli Stati Uniti è ancora in attesa di valutazione. Lo riferisce l’agenzia iraniana Fars, citando una fonte informata. Secondo altri media di Teheran, una delegazione del Qatar è attualmente nella capitale per finalizzare l’accordo, che secondo gli Stati Uniti verrà firmato in giornata.
Ben Gvir: “Nessuna tregua a Hezbollah. Mille di loro per ogni nostro capello”
“Di fronte al terrorismo non si dà tregua, si sferra un colpo decisivo”. Lo scrive su X il ministro per la Sicurezza nazionale di Israele Itamar Ben-Gvir. “Oggi – ha aggiunto – durante il dibattito con il Primo Ministro, ribadirò e chiarirò nuovamente la mia posizione: per ogni drone, un missile. Per ogni violazione, fuoco. Per ogni Uav, Dahiyeh deve tremare. Per ogni capello sulla testa di un soldato dell’Idf, mille terroristi di Hezbollah“.