Anche Canada e Belgio convocano ambasciatori Israele
Oltre all’Italia, la Francia e l’Olanda anche il Canada e il Belgio hanno convocato gli ambasciatori d’Israele nei rispettivi Paesi in protesta contro i video e le dichiarazioni del ministro della Sicurezza Nazionale Itamar Ben Gvir sugli attivisti della Flotilla detenuti al porto di Ashdod. Anche la Spagna ha convocato il chargé d’affaires, in quanto dal maggio 2024 Israele non ha un ambasciatore a Madrid.
Gran Bretagna: “Sconvolti da video di Ben-Gvir”
Yvette Cooper, ministro degli Esteri britannico, si dice “veramente sconvolta” per il “video pubblicato dal ministro israeliano Ben-Gvir che deride le persone coinvolte nella Global Sumud Flotilla”. In un post su X afferma che “viola gli standard più elementari di rispetto e dignità nel modo in cui le persone dovrebbero essere trattate” e precisa che “abbiamo chiesto una spiegazione alle autorità israeliane e chiarito i loro obblighi di proteggere i diritti dei nostri cittadini e di tutte le persone coinvolte”. “Siamo in contatto con le famiglie di diversi cittadini britannici coinvolti per fornire loro assistenza consolare”, aggiunge.
Carotenuto e Mantovani rientreranno domani in Italia
Secondo quanto si apprende, il deputato del Movimento 5 Stelle Dario Carotenuto e l’inviato del Il Fatto quotidiano Alessandro Mantovani, che erano a bordo della Flotilla, lasceranno Israele nella tarda serata di oggi e il loro rientro in Italia è previsto per domani mattina a Roma Fiumicino.
Tajani: “Rassicurazioni su rientro quanto prima di tutti gli italiani”
“Dovrebbero partire stasera il deputato Carotenuto e il giornalista Mantovani e, dalle rassicurazioni che ho, dovranno rientrare quanto prima anche tutti gli altri italiani coinvolti“. Così il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, parlando alla Camera con i cronisti in rifermento ai fatti legati alla Flotilla. “È inaccettabile, esecrabile quanto accaduto – ha aggiunto il vicepremier -, è una violazione dei diritti di ogni persona anche perché non sono né terroristi né persone che hanno commesso dei reati. Sono stati presi illegittimamente fuori delle acque di Israele, non erano armati, non avevano intenzioni violente. Poi uno può essere più o meno d’accordo sull’iniziativa, ma non perché uno è d’accordo o meno che si possa fare quello che è stato fatto. Non è successo davanti alle acque di Israele o davanti alle acque di Gaza, è successo vicino Cipro e questo, come abbiamo detto l’altra volta, per noi è una violazione del diritto internazionale. Ma soprattutto siamo indignati per quello che abbiamo visto nel video” pubblicato da Ben-Gvir.
Tajani: “Superata la linea rossa. Vedremo quali decisioni adottare”
Dopo il video del ministro israeliano Ben-Gvir con gli attivisti della Flotilla, “per quanto ci riguarda è stata superata la linea rossa“. L’ha detto il ministro degli Esteri, Antonio Tajani a margine del bilaterale con il vicepremier della Repubblica ceca in corso a Montecitorio. Dopo aver ricordato che ha convocato l’ambasciatore israeliano oggi alle 18.30, Tajani ha aggiunto: “Adesso vedremo quale iniziative adottare per dare una risposta, facciamo concludere la vicenda e poi vedremo con il governo quali decisioni adottare. Quello che è accaduto è inaccettabile, ci sono diverse opzioni, studieremo quella più proporzionata ed efficace”
Comunità ebraiche italiane: “Ben Gvir danneggia Israele e le sue legittime ragioni”
Il trattamento riservato agli attivisti della Flotilla da Itamar Ben Gvir è “inaccettabile e grave“. Così la presidente dell’Unione delle comunità ebraiche italiane Livia Ottolenghi commenta le immagini diffuse dal ministro della sicurezza di Israele. Le azioni del ministro, aggiunge, “danneggiano Israele e le sue legittime ragioni” e dunque vanno “respinte nettamente”. “Abbiamo più volte sottolineato – prosegue l’Ucei – ome la strumentalizzazione delle azioni della Flotilla ne abbia snaturato la missione umanitaria e tuttavia, quanto accaduto oggi, non giustifica in alcun modo le modalità con cui è stata contrastata la Flotilla”.
Conte: “Chiacchere del governo stanno a zero se non si stracciano gli accordi con Israele”
“Le chiacchiere del nostro governo e dell’Europa stanno a zero se, a fronte del genocidio e di una lista enorme di atti illegali, non si straccia ogni accordo con il governo criminale di Netanyahu e non si impongono sanzioni contro chi ha calpestato anche l’ultimo briciolo di diritto internazionale e di umanità”. Lo ha scritto sui social il presidente del Movimento 5 stelle, Giuseppe Conte, postando il video del ministro Ben Gvir che deride gli attivisti della Flotilla detenuti da Israele ad Ashdod.
Il ministero degli Esteri israeliano pubblica le immagini dell’assistenza agli attivisti: “I nostri valori”
Dopo il video del ministro Ben Gvir in cui deride gli attivisti della Flotilla prigionieri ad Ashdod, l’account social del ministero degli Affari Esteri israeliano diffonde foto e video per rivendicare i “valori di Israele“. Nelle immagini si vedono i militari di Tel Aviv che danno acqua e assistenza ai membri dell’equipaggio (tutte donne). In precedenza il ministro degli Esteri Sa’ar aveva pubblicamente attaccato Ben Gvir: “Esibizione vergognosa”
Spagna convoca l’incaricato d’affari israeliano dopo il video di Ben Gvir
“Mostruoso” e “indegno”. Queste le parole il ministro degli Esteri spagnolo, José Manuel Albares, dopo il video condiviso dal ministro israeliano della Sicurezza nazionale, Itamar Ben-Gvir. Tra gli attivisti della Flotilla per Gaza fermati ci sono anche spagnoli. “Questo trattamento è mostruoso, vergognoso, disumano”, ha detto Albares, confermando che è stato convocato l’incaricato d’affari israeliano a Madrid, Dana Erlich, per “trasmetterle tutta la nostra ripugnanza per questo trattamento assolutamente abominevole e inaccettabile”. “Ho visto un video mostruoso, disumano, indegno, in cui componenti della Flotilla vengono trattati in modo ingiusto e umiliante da un ministro e dalla Polizia”, ha detto Albares parlando con i giornalisti a Berlino, dove ha incontrato il collega tedesco, Johann Wadepuhl. Albares ha chiesto “scuse pubbliche” da parte di Israele