Il mondo FQ

Iran: “Inviata la risposta al piano di pace Usa”. Trump: “Non so se vogliamo veramente un accordo”. Houthi pronti a unirsi alla guerra

La minaccia di Trump: "Negoziatori di Teheran facciano sul serio, prima che sia troppo tardi". Cnn: "L'Iran si prepara all'invasione e piazza mine sull'isola di Kharg. Ma Trump vuole chiudere il conflitto entro 2-4 settimane". Attacchi Idf su larga scala. Al Jazeera: Pasdaran mirano alle infrastrutture nucleari
Iran: “Inviata la risposta al piano di pace Usa”. Trump: “Non so se vogliamo veramente un accordo”. Houthi pronti a unirsi alla guerra
Icona dei commenti Commenti
In Evidenza

Houthi pronti a unirsi alla guerra

Il movimento degli Houthi dello Yemen, allineato con l’Iran, i cui attacchi sul Mar Rosso hanno causato il caos nel traffico marittimo e commerciale internazionale durante la guerra a Gaza, è pronto a colpire nuovamente questa importante via d’acqua in segno di solidarietà con Teheran. Lo riferisce la Reuters sul proprio sito, citando un leader Houthi. Una mossa che, scrive Reuters, aggraverebbe ulteriormente la crisi petrolifera ed economica globale innescata dalla guerra in Medio Oriente: se gli Houthi dovessero aprire un nuovo fronte nel conflitto, un obiettivo ovvio sarebbe lo Stretto di Bab al-Mandab, al largo delle coste dello Yemen, un punto di strozzatura cruciale per la navigazione e uno stretto passaggio che controlla il traffico marittimo verso il Canale di Suez, dopo che l’Iran ha di fatto chiuso il vitale Stretto di Hormuz.

  • 15:13

    Idf: “Le operazioni di terra nel Sud del Libano continuano”

    “Negli ultimi giorni, le truppe dell’Idf nel sud del Libano hanno eliminato oltre 30 terroristi di Hezbollah, di cui 10 appartenenti alla Forza Radwan, in diverse operazioni realizzate via terra e aerea”. Lo riferisce il portavoce dell’Idf in una nota, specificando che le forze via terra “stanno smantellando decine di infrastrutture di Hezbollah e depositi di armi e continueranno le loro attività di difesa avanzata al fine di proteggere gli abitanti del nord di Israele”.

  • 14:47

    Idf: “Pronti a operare ancora per settimane”

    “Siamo pronti a operare ancora per qualche settimana e a produrre un cambiamento davvero duraturo”. Lo ha affermato il portavoce dell’esercito israeliano, Nadav Shoshani, durante un briefing con la stampa italiana sugli sviluppi della guerra in corso.
    Sulla durata del conflitto, il portavoce ha sottolineato che “spetta alla nostra leadership decidere, anche se penso che già a questo punto sentiamo e crediamo di aver ottenuto risultati molto significativi”.

  • 14:44

    Washington Post: “Il Pentagono pensa di deviare armi destinate a Kiev in Medio Oriente”

    Il Pentagono sta valutando se dirottare in Medio Oriente le armi destinate originariamente all’Ucraina. Lo riporta il Washington Post, citando alcune fonti secondo le quali una decisione non è ancora stata presa. Ma il solo valutare un’ipotesi simile mette in evidenza i crescenti compromessi necessari per gli Stati Uniti nella guerra contro l’Iran. Le armi che potrebbero essere dirottate includono gli intercettori per la difesa aerea.

  • 14:43

    Wsj: “Trump vuole la fine della guerra prima del viaggio in Cina”

    Donald Trump ha detto ai suoi collaboratori di voler evitare una guerra lunga in Iran e di sperare di poter mettere fine al conflitto nelle prossime settimane. Lo riporta il Wall Street Journal citando alcune fonti, secondo le quali il presidente avrebbe fatto intendere di pensare che il conflitto sia alle battute finali e ha esortato i suoi consiglieri ad attenersi alla tempistica delle quattro-sei settimane di cui ha parlato pubblicamente. Il viaggio in Cina a metà maggio si base sull’idea che la guerra finirà prima dell’appuntamento.

  • 13:54

    Netanyahu: “Capo della marina dei Pasdaran aveva mani sporche di sangue”

    “Continuiamo a colpire con forza gli obiettivi del regime terroristico iraniano. La notte scorsa abbiamo eliminato il comandante della Marina dei Guardiani della Rivoluzione”, i Pasdaran, che “aveva molto sangue sulle sue mani” e che “è stato colui che ha guidato il blocco dello Stretto di Hormuz”. Così in dichiarazioni in video diffuse via X Benjamin Netanyahu. Per il premier israeliano, l’annunciata operazione contro Alireza Tangsiri, a capo della Marina dei Pasdaran dall’agosto del 2018, è “un altro esempio di cooperazione tra noi e i nostri amici, gli Stati Uniti, verso il fine comune di raggiungere gli obiettivi della guerra”.

  • 13:51

    Mark Rutte: “Per la Nato l’Iran era una minaccia, operazione Usa la riduce”

    La Nato “ha considerato sistematicamente” il perseguimento da parte dell’Iran di capacità nucleari e missilistiche come una minaccia esistenziale per Israele, la regione e l’Europa, definendo l’Iran un esportatore di caos e l’operazione lanciata dagli Usa “sta degradando quelle capacità”. Lo ha detto il segretario generale della Nato Mark Rutte. 

  • 13:48

    Axios: “Pentagono prepara il ‘colpo di grazia’ all’Iran senza progressi nei negoziati, senza escludere l’invasione via terra”

    Il Pentagono sta elaborando opzioni militari per infliggere il “colpo finale” all’Iran, che potrebbe includere l’impiego di forze di terra e una massiccia campagna di bombardamenti. Lo riporta Axios, citando due funzionari statunitensi e due fonti ben informate.
    Secondo il sito d’informazione americano, lo scenario di una drammatica escalation militare diventerà sempre più probabile se non si registreranno progressi nei colloqui diplomatici e, in particolare, se lo Stretto di Hormuz rimarrà chiuso. Alcuni funzionari Usa ritengono che una dimostrazione schiacciante di forza per mettere fine ai combattimenti creerebbe un maggiore vantaggio nei negoziati di pace o semplicemente darebbe a Trump un motivo per dichiarare vittoria.
    Le fonti citate da Axios indicano quattro principali opzioni di “colpo finale” tra cui Trump potrebbe scegliere: invadere o bloccare l’isola di Kharg, il principale hub di esportazione petrolifera dell’Iran. Invadere Larak, un’isola che aiuta l’Iran a consolidare il suo controllo sullo Stretto di Hormuz. Conquistare l’isola strategica di Abu Musa e due isole minori, che si trovano vicino all’ingresso occidentale dello stretto e sono controllate dall’Iran ma rivendicate anche dagli Emirati Arabi Uniti. Bloccare o sequestrare le navi che esportano petrolio iraniano sul lato orientale dello Stretto di Hormuz.

    L’esercito statunitense ha inoltre preparato piani per operazioni di terra all’interno dell’Iran, con l’obiettivo di mettere al sicuro l’uranio arricchito al 60% sepolto all’interno degli impianti nucleari. Anziché condurre un’operazione così complessa e rischiosa, gli Stati Uniti potrebbero invece sferrare attacchi aerei su larga scala contro gli impianti per cercare di impedire all’Iran di accedere a quel materiale.
    Trump, secondo Axios, non ha ancora preso una decisione su nessuno di questi scenari e funzionari della Casa Bianca descrivono qualsiasi potenziale operazione di terra come “ipotetica”. Ma fonti sostengono che sia pronto a un’escalation se i colloqui con l’Iran non produrranno presto risultati tangibili. Trump potrebbe innanzitutto mettere in atto la sua minaccia di bombardare centrali elettriche e impianti energetici in Iran, con Teheran che ha minacciato una massiccia rappresaglia in tutto il Golfo.

  • 13:36

    Iran: “Più di 1900 morti dall’inizio del conflitto con Usa e Israele”

    L’Iran afferma che sono più di 1.900 i morti e oltre 24.800 i feriti dal 28 febbraio, quando Usa e Israele hanno avviato operazioni militari contro la Repubblica islamica innescando l’immediata ‘rispostà di Teheran. Alla tv satellitare al-Jazeera, il vice ministro iraniano della Salute, Ali Jafarian, ha parlato di 1.937 morti, sostenendo che 240 vittime erano donne e 212 minori.

  • 13:35

    Pakistan conferma la consegna all’Iran del piano di pace Usa in 15 punti

    Il Pakistan insiste sul ruolo di mediazione tra Stati Uniti e Iran e conferma di aver consegnato a Teheran un piano di pace in 15 punti a un mese dall’avvio, il 28 febbraio, delle operazioni americane e israeliane contro la Repubblica islamica. “Colloqui indiretti tra Usa e Iran avvengono tramite messaggi trasmessi dal Pakistan – scrive su X il ministro degli Esteri pakistano, Ishaq Dar – In questo contesto gli Stati Uniti hanno condiviso 15 punti, che sono in fase di valutazione da parte dell’Iran”.
    Il capo della diplomazia di Islamabad aggiunge che Turchia ed Egitto, insieme ad altri Paesi che non vengono indicati, “hanno esteso il loro sostegno a questa iniziativa”. E il Pakistan, ripete insistendo su dialogo e diplomazia, “resta pienamente impegnato a promuovere la pace e continua a fare di tutto per garantire la stabilità nella regione e non solo”.
    Intanto, rilancia la Cnn tramite due funzionari di alto grado dell’Amministrazione Trump, si lavora a un incontro in Pakistan questo fine settimana per parlare di una via d’uscita al conflitto.

  • 13:32

    Idf: “L’operazione in Libano continuerà fino al disarmo di Hezbollah a sud del fiume Litani”

    “Hezbollah ha lanciato migliaia di razzi, droni e missili verso Israele dal momento in cui ha deciso di unirsi all’Iran in questa guerra. Come stabilito dalla comunità internazionale da decenni, Hezbollah dovrebbe essere disarmato sotto al fiume Litani. La nostra operazione in Libano continuerà per raggiungere questo obiettivo e respingere Hezbollah verso nord per allontanare la minaccia che pone alla popolazione israeliana al confine”. Lo ha detto il portavoce dell’Idf Nadav Shoshani in un briefing con i giornalisti.

DEMOCRAZIA DEVIATA

di Alessandro Di Battista 17.00€ Acquista