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Iran: “Inviata ieri sera la risposta al piano di pace Usa”. Israele: “Eliminato il capo della marina militare dei pasdaran”

La minaccia di Trump: "Negoziatori di Teheran facciano sul serio, prima che sia troppo tardi". Cnn: "L'Iran si prepara all'invasione e piazza mine sull'isola di Kharg. Ma Trump vuole chiudere il conflitto entro 2-4 settimane". Attacchi Idf su larga scala. Al Jazeera: Pasdaran mirano alle infrastrutture nucleari
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Axios: “Pentagono prepara il ‘colpo di grazia’ all’Iran senza progressi nei negoziati, senza escludere l’invasione via terra”

Il Pentagono sta elaborando opzioni militari per infliggere il “colpo finale” all’Iran, che potrebbe includere l’impiego di forze di terra e una massiccia campagna di bombardamenti. Lo riporta Axios, citando due funzionari statunitensi e due fonti ben informate.
Secondo il sito d’informazione americano, lo scenario di una drammatica escalation militare diventerà sempre più probabile se non si registreranno progressi nei colloqui diplomatici e, in particolare, se lo Stretto di Hormuz rimarrà chiuso. Alcuni funzionari Usa ritengono che una dimostrazione schiacciante di forza per mettere fine ai combattimenti creerebbe un maggiore vantaggio nei negoziati di pace o semplicemente darebbe a Trump un motivo per dichiarare vittoria.
Le fonti citate da Axios indicano quattro principali opzioni di “colpo finale” tra cui Trump potrebbe scegliere: invadere o bloccare l’isola di Kharg, il principale hub di esportazione petrolifera dell’Iran. Invadere Larak, un’isola che aiuta l’Iran a consolidare il suo controllo sullo Stretto di Hormuz. Conquistare l’isola strategica di Abu Musa e due isole minori, che si trovano vicino all’ingresso occidentale dello stretto e sono controllate dall’Iran ma rivendicate anche dagli Emirati Arabi Uniti. Bloccare o sequestrare le navi che esportano petrolio iraniano sul lato orientale dello Stretto di Hormuz.

L’esercito statunitense ha inoltre preparato piani per operazioni di terra all’interno dell’Iran, con l’obiettivo di mettere al sicuro l’uranio arricchito al 60% sepolto all’interno degli impianti nucleari. Anziché condurre un’operazione così complessa e rischiosa, gli Stati Uniti potrebbero invece sferrare attacchi aerei su larga scala contro gli impianti per cercare di impedire all’Iran di accedere a quel materiale.
Trump, secondo Axios, non ha ancora preso una decisione su nessuno di questi scenari e funzionari della Casa Bianca descrivono qualsiasi potenziale operazione di terra come “ipotetica”. Ma fonti sostengono che sia pronto a un’escalation se i colloqui con l’Iran non produrranno presto risultati tangibili. Trump potrebbe innanzitutto mettere in atto la sua minaccia di bombardare centrali elettriche e impianti energetici in Iran, con Teheran che ha minacciato una massiccia rappresaglia in tutto il Golfo.

  • 13:36

    Iran: “Più di 1900 morti dall’inizio del conflitto con Usa e Israele”

    L’Iran afferma che sono più di 1.900 i morti e oltre 24.800 i feriti dal 28 febbraio, quando Usa e Israele hanno avviato operazioni militari contro la Repubblica islamica innescando l’immediata ‘rispostà di Teheran. Alla tv satellitare al-Jazeera, il vice ministro iraniano della Salute, Ali Jafarian, ha parlato di 1.937 morti, sostenendo che 240 vittime erano donne e 212 minori.

  • 13:35

    Pakistan conferma la consegna all’Iran del piano di pace Usa in 15 punti

    Il Pakistan insiste sul ruolo di mediazione tra Stati Uniti e Iran e conferma di aver consegnato a Teheran un piano di pace in 15 punti a un mese dall’avvio, il 28 febbraio, delle operazioni americane e israeliane contro la Repubblica islamica. “Colloqui indiretti tra Usa e Iran avvengono tramite messaggi trasmessi dal Pakistan – scrive su X il ministro degli Esteri pakistano, Ishaq Dar – In questo contesto gli Stati Uniti hanno condiviso 15 punti, che sono in fase di valutazione da parte dell’Iran”.
    Il capo della diplomazia di Islamabad aggiunge che Turchia ed Egitto, insieme ad altri Paesi che non vengono indicati, “hanno esteso il loro sostegno a questa iniziativa”. E il Pakistan, ripete insistendo su dialogo e diplomazia, “resta pienamente impegnato a promuovere la pace e continua a fare di tutto per garantire la stabilità nella regione e non solo”.
    Intanto, rilancia la Cnn tramite due funzionari di alto grado dell’Amministrazione Trump, si lavora a un incontro in Pakistan questo fine settimana per parlare di una via d’uscita al conflitto.

  • 13:32

    Idf: “L’operazione in Libano continuerà fino al disarmo di Hezbollah a sud del fiume Litani”

    “Hezbollah ha lanciato migliaia di razzi, droni e missili verso Israele dal momento in cui ha deciso di unirsi all’Iran in questa guerra. Come stabilito dalla comunità internazionale da decenni, Hezbollah dovrebbe essere disarmato sotto al fiume Litani. La nostra operazione in Libano continuerà per raggiungere questo obiettivo e respingere Hezbollah verso nord per allontanare la minaccia che pone alla popolazione israeliana al confine”. Lo ha detto il portavoce dell’Idf Nadav Shoshani in un briefing con i giornalisti.

  • 13:30

    Idf: “Iran lancia 10 attacchi missilistici al giorno contro Israele”

    “La media dei lanci di missili balistici dall’Iran verso Israele continua a essere di dieci missili al giorno sin dal terzo giorno dell’operazione ‘Ruggito del Leone’.” Lo ha detto il portavoce dell’Idf Nadav Shoshani in un briefing con i giornalisti.

  • 12:45

    Paesi del Golfo: “Vogliamo essere coinvolti nei negoziati Usa-Iran”

    I Paesi del Golfo hanno dichiarato di voler essere coinvolti in qualsiasi negoziato tra Stati Uniti e Iran, insistendo sul fatto che, pur avendo il diritto all’autodifesa, preferiscono la diplomazia. “Sottolineiamo la necessità di coinvolgere i Paesi del Ccg (Consiglio di cooperazione del Golfo) in qualsiasi negoziato o accordo per risolvere questa crisi, in un modo che contribuisca a rafforzare la loro sicurezza e stabilità”, ha affermato il segretario generale del Consiglio di cooperazione del Golfo, Jasem AlBudaiwi, in un discorso televisivo.
    AlBudaiwi ha anche affermato che l’Iran ha chiesto alle navi di pagare somme di denaro per attraversare lo Stretto di Homuz.

  • 12:43

    Iran, videoconferenza tra forze armate di 20 nazioni su navigazione Hormuz

    Il capo delle forze armate francesi, il generale Fabien Mandon, riunirà oggi i suoi omologhi di circa 20 nazioni per esaminare come ripristinare e salvaguardare la navigazione nello Stretto di Hormuz una volta che la guerra con l’Iran si sarà conclusa. Lo ha rivelato un funzionario coinvolto nella pianificazione della videoconferenza ospitata da Mandon, capo di stato maggiore della difesa francese. L’incontro ospitato da Mandon ha lo scopo di contribuire a determinare quali risorse una missione di questo tipo potrebbe richiedere ai paesi interessati a parteciparvi, tra cui navi da guerra, servizi di intelligence e altra assistenza militare

  • 12:42

    Canada: “Il G7 deve sostenere collettivamente la de-escalation Usa-Iran”

    Il G7 dovrebbe sostenere collettivamente una de-escalation della guerra in Medio Oriente. A dichiararlo è stato la ministra degli Esteri canadese, Anita Anand, prima dell’inizio del vertice dei ministri degli Esteri del forum intergovernativo che vedrà il conflitto nella regione al centro della sua agenda. In un’intervista all’Afp, Anand ha detto di aver parlato con tutti i paesi della regione e tutti i membri del G7 “per garantire che tutti noi sosteniamo collettivamente la de-escalation, l’apertura dello Stretto di Hormuz e un percorso per i cittadini iraniani che preservi le loro vite”.

  • 12:17

    Trump: “Negoziatori iraniani facciano presto e sul serio, prima che sian troppo tardi”

    “I negoziatori iraniani sono molto diversi e ‘strani’. Ci stanno ‘supplicando’ di concludere un accordo, cosa che dovrebbero fare dato che sono stati annientati militarmente, senza alcuna possibilità di rimonta, eppure dichiarano pubblicamente che stanno solo ‘valutando la nostra propostà. Sbagliato!!! Farebbero meglio a fare sul serio al più presto, prima che sia troppo tardi, perché una volta che ciò accadrà, non si potrà più tornare indietro, e non sarà affatto piacevole!”. Lo ha scritto il presidente degli Stati Uniti Donald Trump in un post sul social Truth.

  • 12:11

    Pakistan: “In corso colloqui indiretti Usa-Iran”

    “I media hanno alimentato inutili speculazioni riguardo ai colloqui di pace per porre fine al conflitto in corso in Medio Oriente. In realtà, sono in corso colloqui indiretti tra Stati Uniti e Iran, tramite messaggi trasmessi dal Pakistan. In questo contesto, gli Stati Uniti hanno condiviso 15 punti, attualmente al vaglio dell’Iran”. Lo scrive su X il vicepremier e ministro degli Esteri pachistano Ishaq Dar. “Anche Paesi fratelli di Turchia ed Egitto, tra gli altri, stanno offrendo il loro sostegno a questa iniziativa”, ha aggiunto. “Il Pakistan resta pienamente impegnato nella promozione della pace e continua a fare tutto il possibile per garantire la stabilità nella regione e oltre. Il dialogo e la diplomazia sono l’unica via da seguire!”, conclude il ministro taggando anche Marco Rubio, Steve Witkoff e il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi.

  • 11:55

    Media: “Pentagono e comando militare stanno lavorando al colpo di grazia per l’Iran”

    “Il Pentagono e il Comando Centrale dell’esercito degli Stati Uniti stanno lavorando a piani militari per un ‘colpo finalè contro l’Iran, che potrebbero includere l’impiego di forze di terra e una serie di bombardamenti massicci”, secondo due alti funzionari americani e due fonti a conoscenza della questione che hanno parlato con Channel 12. Un’escalation militare è vista come probabile se non si registreranno progressi nei colloqui diplomatici. Tra le opzioni del ‘colpo di grazia’, oltre all’invasione dell’isola di Kharg, principale centro di esportazione del petrolio iraniano, anche l’invasione dell’isola di Larak, da dove Teheran esercita il controllo sullo Stretto di Hormuz. La postazione strategica include bunker, mezzi offensivi in grado di far esplodere navi e petroliere e radar che monitorano i movimenti nello Stretto.

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