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Trump: “Non so se vogliamo un accordo”. Media Iran: “Un milione di combattenti pronti in caso di invasione Usa”

La minaccia di Trump: "Negoziatori di Teheran facciano sul serio, prima che sia troppo tardi". Cnn: "L'Iran si prepara all'invasione e piazza mine sull'isola di Kharg". Al Jazeera: pasdaran mirano alle infrastrutture nucleari
Trump: “Non so se vogliamo un accordo”. Media Iran: “Un milione di combattenti pronti in caso di invasione Usa”
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Media Iran: “Pronti un milione di combattenti in caso di invasione di terra Usa”

L’Iran sarebbe pronto a mobilitare oltre un milione di combattenti nell’eventualità di un’invasione di terra da parte degli Stati Uniti. Lo riporta l’agenzia Tasnim citando una fonte militare vicina ai Guardiani della Rivoluzione (Irgc), secondo cui le forze sarebbero già state organizzate per un possibile scenario di guerra sul terreno nel sud del Paese. Secondo la stessa fonte, negli ultimi giorni si sarebbe registrato un forte afflusso di volontari verso i centri di reclutamento dei Basij, dei pasdaran e dell’esercito regolare, in risposta alle crescenti speculazioni su un possibile intervento americano. “Si è creato un forte entusiasmo tra i combattenti per trasformare il territorio iraniano in un inferno per gli Stati Uniti”, ha affermato la fonte.

  • 13:30

    Idf: “Iran lancia 10 attacchi missilistici al giorno contro Israele”

    “La media dei lanci di missili balistici dall’Iran verso Israele continua a essere di dieci missili al giorno sin dal terzo giorno dell’operazione ‘Ruggito del Leone’.” Lo ha detto il portavoce dell’Idf Nadav Shoshani in un briefing con i giornalisti.

  • 12:45

    Paesi del Golfo: “Vogliamo essere coinvolti nei negoziati Usa-Iran”

    I Paesi del Golfo hanno dichiarato di voler essere coinvolti in qualsiasi negoziato tra Stati Uniti e Iran, insistendo sul fatto che, pur avendo il diritto all’autodifesa, preferiscono la diplomazia. “Sottolineiamo la necessità di coinvolgere i Paesi del Ccg (Consiglio di cooperazione del Golfo) in qualsiasi negoziato o accordo per risolvere questa crisi, in un modo che contribuisca a rafforzare la loro sicurezza e stabilità”, ha affermato il segretario generale del Consiglio di cooperazione del Golfo, Jasem AlBudaiwi, in un discorso televisivo.
    AlBudaiwi ha anche affermato che l’Iran ha chiesto alle navi di pagare somme di denaro per attraversare lo Stretto di Homuz.

  • 12:43

    Iran, videoconferenza tra forze armate di 20 nazioni su navigazione Hormuz

    Il capo delle forze armate francesi, il generale Fabien Mandon, riunirà oggi i suoi omologhi di circa 20 nazioni per esaminare come ripristinare e salvaguardare la navigazione nello Stretto di Hormuz una volta che la guerra con l’Iran si sarà conclusa. Lo ha rivelato un funzionario coinvolto nella pianificazione della videoconferenza ospitata da Mandon, capo di stato maggiore della difesa francese. L’incontro ospitato da Mandon ha lo scopo di contribuire a determinare quali risorse una missione di questo tipo potrebbe richiedere ai paesi interessati a parteciparvi, tra cui navi da guerra, servizi di intelligence e altra assistenza militare

  • 12:42

    Canada: “Il G7 deve sostenere collettivamente la de-escalation Usa-Iran”

    Il G7 dovrebbe sostenere collettivamente una de-escalation della guerra in Medio Oriente. A dichiararlo è stato la ministra degli Esteri canadese, Anita Anand, prima dell’inizio del vertice dei ministri degli Esteri del forum intergovernativo che vedrà il conflitto nella regione al centro della sua agenda. In un’intervista all’Afp, Anand ha detto di aver parlato con tutti i paesi della regione e tutti i membri del G7 “per garantire che tutti noi sosteniamo collettivamente la de-escalation, l’apertura dello Stretto di Hormuz e un percorso per i cittadini iraniani che preservi le loro vite”.

  • 12:17

    Trump: “Negoziatori iraniani facciano presto e sul serio, prima che sian troppo tardi”

    “I negoziatori iraniani sono molto diversi e ‘strani’. Ci stanno ‘supplicando’ di concludere un accordo, cosa che dovrebbero fare dato che sono stati annientati militarmente, senza alcuna possibilità di rimonta, eppure dichiarano pubblicamente che stanno solo ‘valutando la nostra propostà. Sbagliato!!! Farebbero meglio a fare sul serio al più presto, prima che sia troppo tardi, perché una volta che ciò accadrà, non si potrà più tornare indietro, e non sarà affatto piacevole!”. Lo ha scritto il presidente degli Stati Uniti Donald Trump in un post sul social Truth.

  • 12:11

    Pakistan: “In corso colloqui indiretti Usa-Iran”

    “I media hanno alimentato inutili speculazioni riguardo ai colloqui di pace per porre fine al conflitto in corso in Medio Oriente. In realtà, sono in corso colloqui indiretti tra Stati Uniti e Iran, tramite messaggi trasmessi dal Pakistan. In questo contesto, gli Stati Uniti hanno condiviso 15 punti, attualmente al vaglio dell’Iran”. Lo scrive su X il vicepremier e ministro degli Esteri pachistano Ishaq Dar. “Anche Paesi fratelli di Turchia ed Egitto, tra gli altri, stanno offrendo il loro sostegno a questa iniziativa”, ha aggiunto. “Il Pakistan resta pienamente impegnato nella promozione della pace e continua a fare tutto il possibile per garantire la stabilità nella regione e oltre. Il dialogo e la diplomazia sono l’unica via da seguire!”, conclude il ministro taggando anche Marco Rubio, Steve Witkoff e il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi.

  • 11:55

    Media: “Pentagono e comando militare stanno lavorando al colpo di grazia per l’Iran”

    “Il Pentagono e il Comando Centrale dell’esercito degli Stati Uniti stanno lavorando a piani militari per un ‘colpo finalè contro l’Iran, che potrebbero includere l’impiego di forze di terra e una serie di bombardamenti massicci”, secondo due alti funzionari americani e due fonti a conoscenza della questione che hanno parlato con Channel 12. Un’escalation militare è vista come probabile se non si registreranno progressi nei colloqui diplomatici. Tra le opzioni del ‘colpo di grazia’, oltre all’invasione dell’isola di Kharg, principale centro di esportazione del petrolio iraniano, anche l’invasione dell’isola di Larak, da dove Teheran esercita il controllo sullo Stretto di Hormuz. La postazione strategica include bunker, mezzi offensivi in grado di far esplodere navi e petroliere e radar che monitorano i movimenti nello Stretto.

  • 11:47

    Israele conferma l’uccisione del capo della marina dei Pasdaran

    Israele conferma la morte del capo della Marina dei Pasdaran iraniani. L’esercito israeliano “ha eliminato il comandante della marina dei Guardiani della Rivoluzione, parte direttamente responsabile della posi di mine e del blocco dello Stretto di Hormuz”, ha dichiarato il ministro della Difesa Israel Katz, promettendo ai responsabili dei Guardiani di “continuare a dar loro la caccia uno per uno”.

  • 11:45

    Financial Times: “La Russia manda droni, cibo e medicine all’Iran”

    La Russia è vicina alla fornitura di droni, medicine e cibo all’Iran, secondo rapporti dell’intelligence occidentale che descrivono in dettaglio gli sforzi di Mosca per aiutare il Paese alleato. Fonti dei servizi hanno riferito al Financial Times che alti funzionari iraniani e russi hanno iniziato a discutere segretamente la consegna di droni appena qualche giorno dopo che Israele e Stati Uniti hanno attaccato Teheran il 28 febbraio scorso. La gestione delle consegne è iniziata ai primi di marzo e si prevede che verrebbe completata entro la fine del mese. Mosca ha stretti legami con Teheran e ha fornito al suo alleato un supporto cruciale, inclusi immagini satellitari, dati di targeting e supporto di intelligence, hanno dichiarato al quotidiano britannico persone a conoscenza della questione. Le spedizioni di armamenti come i droni sarebbero la prima prova che Mosca è stata disposta a fornire supporto letale all’Iran fin dall’inizio della guerra.
    Sull’invio di droni russi all’Iran, il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov ha dichiarato: “Ci sono molte notizie false in giro in questo momento. Ma una cosa è vera: stiamo continuando il nostro dialogo con la leadership iraniana”. Un alto funzionario occidentale ha affermato che Mosca stava intervenendo per rafforzare non solo le capacità di combattimento degli iraniani, ma anche per sostenere la più ampia stabilità politica del regime di Teheran. Mosca ha parlato pubblicamente della fornitura di aiuti umanitari dall’inizio del conflitto, affermando la scorsa settimana di aver inviato più di 13 tonnellate di medicinali all’Iran attraverso l’Azerbaigian e di pianificare di continuare le spedizioni. L’Iran ha fatto del lancio di droni d’attacco unidirezionali in tutto il Medio Oriente un elemento centrale della sua strategia militare. Dall’inizio dei combattimenti, ha lanciato più di 3.000 velivoli senza pilota, che è in grado di produrre a basso costo. La Russia produce droni d’attacco unidirezionali basati su progetti iraniani per l’utilizzo in Ucraina dal 2023. Sono stati modificati per eludere le difese aeree e trasportare carichi utili più pesanti. 

    Antonio Giustozzi, ricercatore senior presso il Royal United Services Institute, ha detto riguardo agli iraniani: “Non hanno bisogno di più droni. Hanno bisogno di droni migliori. Sono alla ricerca di capacità più avanzate”. Giustozzi cita fonti interne ai Pasdaran secondo cui le discussioni con la Russia sulle consegne di droni sono iniziate immediatamente dopo gli attacchi statunitensi e israeliani contro l’Iran. Mosca sarebbe in grado di consegnare solo modelli come il Geran-2, basati sullo Shahed-136 iraniano. La scorsa settimana Israele ha colpito una rotta chiave di trasferimento militare tra Russia e Iran sul Mar Caspio. Nicole Grajewski, professoressa all’università Sciences Po di Parigi che studia i rapporti Russia-Iran, ha affermato che Teheran potrebbe migliorare i suoi droni, aggiungendo che le armi russe avanzate potrebbero anche migliorare l’efficacia degli attacchi con droni iraniani, specialmente se Teheran non avesse il tempo di integrare tale tecnologia nei suoi sistemi domestici.
    “I russi hanno migliorato drasticamente gli Shahed – ha aggiunto la Grajewski – con modifiche ai motori, alla navigazione e alle capacità anti-jamming. Quindi questi sistemi sono già più avanzati di quelli che l’Iran produceva a livello nazionale”. Teheran ha anche chiesto alla Russia capacità di difesa aerea più avanzate e ha concordato un accordo lo scorso dicembre per la consegna di 500 unità di lancio portatili Verba e 2.500 missili 9M336 in tre anni. La Russia ha tuttavia rifiutato le richieste iraniane per gli S-400, uno dei sistemi di difesa aerea più avanzati di Mosca, hanno riferito attuali ed ex funzionari occidentali. Il Cremlino probabilmente considera un tale passo come un rischio di escalation delle tensioni con gli Stati Uniti. 

  • 11:33

    Pechino: “Visita Trump 14 e 15 maggio? Se ne parla”

    “Cina e Stati Uniti mantengono i contatti sulla visita del presidente Trump in Cina”. Si è espresso così il portavoce del ministero degli Esteri di Pechino, Lin Jian, in dichiarazioni riportate dal Global Times dopo che ieri la portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt, ha annunciato la nuova data della visita del tycoon nel gigante asiatico, parlando del 14 e 15 maggio prossimi.
    L’atteso summit era previsto per i prossimi giorni, ma è stato rinviato nel mezzo della guerra contro l’Iran. Inizialmente si era parlato di una visita di tre giorni. Ora, dopo le ultime notizie arrivate dalla Casa Bianca, la diplomazia cinese si rifiuta di confermare le date, osserva la Cnn. “La diplomazia dei presidenti svolge un ruolo strategico insostituibile nelle relazioni” tra le due superpotenze, ha rimarcato Lin.

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