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Trump: “Abbiamo un accordo in 15 punti con l’Iran”. Teheran smentisce: “Fake news per manipolare mercati”

Il capo della Casa Bianca rinvia "per 5 giorni attacchi a centrali e infrastrutture" iraniane. Media: "Colloquio tra Vance e Netanyahu, discusse basi accordo"
Trump: “Abbiamo un accordo in 15 punti con l’Iran”. Teheran smentisce: “Fake news per manipolare mercati”
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Ghalibaf: “No negoziati con Usa, fake news per manipolare mercati”

L’Iran “non ha condotto negoziati con gli Stati Uniti“, ha assicurato il presidente del Parlamento di Teheran, Mohammed Bagher Ghalibaf, che in un post su X ha bollato come false le parole di Donald Trump sui colloqui in corso tra le parti. Secondo Ghalibaf, indicato da Israele come l’uomo del dialogo con Washington, queste “fake news vengono utilizzate per manipolare i mercati finanziari e petroliferi e per uscire dal pantano in cui sono intrappolati Stati Uniti e Israele”. Ghalibaf ha quindi sottolineato che “il popolo iraniano esige una punizione completa e severa per gli aggressori”, aggiungendo che “tutti i funzionari iraniani sostengono fermamente la loro Guida Suprema e il loro popolo fino al raggiungimento di questo obiettivo”.

Momenti chiave

    • 21:14

      Israele, riunione d’emergenza del governo

      Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, ha convocato per una riunione urgente che si terrà nelle prossime ore i leader della coalizione di governo. Lo riporta Ynet. Ai partecipanti – viene spiegato – non è stato comunicato l’argomento, ma si presume che riguardi la guerra e i negoziati tra Stati Uniti e Iran per un possibile accordo.

    • 21:09

      Cbs: “Intelligence stima dozzina di mine a Hormuz”

      Lo Stretto di Hormuz sarebbe attualmente disseminato da circa una dozzina di mine iraniane. Lo hanno riferito a Cbs funzionari statunitensi, sulla base di valutazioni di intelligence aggiornate che indicano la presenza di ordigni sottomarini lungo il passaggio strategico, vitale per il commercio globale. Le mine impiegate dall’Iran sarebbero di fabbricazione locale, del tipo Maham 3 e Maham 7 Limpet Mine. Un funzionario statunitense ha precisato che il numero effettivo potrebbe essere leggermente inferiore alla dozzina stimata.

    • 20:09

      Israele: “Catturati due membri di Hezbollah nel sud del Libano”

      L’esercito israeliano ha annunciato di aver catturato due membri di Hezbollah durante operazioni di terra nel Libano meridionale, dopo che questi si erano arresi. “Durante un’operazione per la ricerca di armi nel Libano meridionale, le truppe (israeliane) hanno identificato diversi terroristi armati della Forza Radwan di Hezbollah che stavano pianificando di lanciare un missile anticarro”, ha dichiarato l’esercito, riferendosi al commando di Hezbollah. “Dopo essere stati identificati, i terroristi si sono arresi. Sono stati arrestati dalle truppe e trasferiti in territorio israeliano per ulteriori interrogatori”, ha aggiunto.

    • 20:07

      Reuters: “Netanyahu chiamò Trump prima dell’attacco e spinse per colpire Khamenei”

      Meno di 48 ore prima dell’inizio dell’attacco israelo-americano all’Iran, Benjamin Netanyahu ha parlato al telefono con Donald Trump riguardo alle ragioni per lanciare la guerra, e sostenne che non ci sarebbe mai stata un’occasione migliore per uccidere Ali Khamenei e vendicare i precedenti tentativi iraniani di assassinare Trump. Lo scrive Reuters online citando tre persone informate sulla telefonata.

      Secondo quanto riferito, al momento della telefonata, Trump aveva già approvato l’idea di un’operazione militare statunitense contro l’Iran, ma non aveva ancora deciso quando o in quali circostanze gli Stati Uniti sarebbero intervenuti. Le tre fonti informate sulla telefonata hanno affermato di ritenere che essa, insieme alle informazioni di intelligence che indicavano una finestra di opportunità sempre più ristretta per eliminare il leader iraniano, sia stata un catalizzatore per la decisione finale di Trump di ordinare, il 27 febbraio, l’avvio dell’Operazione Epic Fury.

    • 20:05

      Nyt: “Pentagono valuta invio paracadutisti per occupazione Kharg”

      Il Pentagono sta valutando l’invio di circa 3.000 paracadutisti della 82ª Divisione Aviotrasportata statunitense come forza di pronto intervento per supportare eventuali operazioni in Iran, con l’obiettivo, se necessario, di occupare l’isola di Kharg, principale hub per l’export petrolifero iraniano. Lo riferisce il New York Times, secondo cui la brigata, parte della “Immediate Response Force“, può essere schierata ovunque nel mondo entro 18 ore e potrebbe affiancare, in una fase successiva, le unità dei Marines già dirette nella regione.

      Secondo fonti militari, i Marines potrebbero intervenire per primi per mettere in sicurezza e riparare le infrastrutture dell’aeroporto dell’isola, danneggiato dai recenti raid statunitensi, consentendo poi agli aerei da trasporto C-130 di portare materiali, rifornimenti e truppe. I paracadutisti della 82ª, pur non disponendo di mezzi pesanti, offrirebbero supporto rapido e potrebbero sostituire o rinforzare le unità dei Marines dopo l’assalto iniziale.

    • 19:47

      Netanyahu sente Trump: “Tuteleremo nostri interessi in ogni situazione”

      “Oggi ho parlato con Trump. Lui ritiene che ci sia la possibilità di sfruttare i grandi successi dell’Idf e dell’esercito statunitense per realizzare gli obiettivi di guerra previsti dall’accordo, un accordo che tutelerà i nostri interessi vitali. Allo stesso tempo, continuiamo ad attaccare sia l’Iran che il Libano. Stiamo annientando il programma missilistico e nucleare e continuiamo a infliggere gravi danni a Hezbollah. Solo pochi giorni fa abbiamo eliminato altri due scienziati nucleari e la mano è ancora tesa. Tuteleremo i nostri interessi vitali in qualsiasi situazione”. Lo ha dichiarato Benjamin Netanyahu in un video.

    • 19:42

      Cbs: “Nessuna modifica a piano Usa di invio 2.220 Marines”

      Nessuna modifica ai piani statunitensi per l’invio di ulteriori forze militari in Medio Oriente, nonostante il presidente Donald Trump abbia parlato di negoziatiimportanti” con l’Iran, che secondo diversi media potrebbero tradursi in colloqui diretti già nei prossimi giorni.

      Secondo quanto riferito da fonti a Cbs, una seconda Marine Expeditionary Unit, composta da circa 2.200 Marines e supportata da tre navi da guerra, è partita la scorsa settimana dalla California e potrebbe impiegare almeno tre settimane per raggiungere l’area operativa. Anche una prima unità, proveniente dal Pacifico, è ancora in fase di trasferimento verso la regione.

      Nel frattempo, elementi della 82ª Divisione aviotrasportata restano in stato di allerta per un possibile dispiegamento. Sempre secondo fonti, Trump starebbe valutando l’eventuale invio di forze di terra, anche se non è ancora chiaro in quali circostanze potrebbe autorizzarne l’impiego

    • 19:19

      Fonti Teheran: “Trasmessi messaggi con Washington via Egitto e Turchia”

      Un alto funzionario iraniano ha confermato ad Al Jazeera che negli ultimi giorni “sono stati trasmessi tramite Egitto e Turchia messaggi tra Teheran e Washington, in uno spirito di buona volontà per allentare le tensioni”. Lo stesso funzionario ha aggiunto che gli Stati Uniti avrebbero rifiutato due condizioni poste dall’Iran per porre fine ai combattimenti: il pagamento di risarcimenti e il riconoscimento di un’”aggressione” nei confronti di Teheran. “Il presidente degli Stati Uniti non ha l’autorità per fissare termini definitivi o scadenze nei negoziati”, ha aggiunto.

    • 19:08

      Trump: “Alla Guardia Nazionale stessi benefici di personale militare”

      Donald Trump ha annunciato che il segretario alla Difesa Hegseth ha firmato una direttiva affinché i soldati della Guardia Nazionale, dispiegati da mesi a Washington e in altre città americane, ricevano “gli stessi benefici del personale militare in servizio, perché se lo meritano”.

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