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Trump: “Abbiamo un accordo in 15 punti con l’Iran”. Teheran smentisce: “Fake news per manipolare mercati”

Il capo della Casa Bianca rinvia "per 5 giorni attacchi a centrali e infrastrutture" iraniane. Media: "Colloquio tra Vance e Netanyahu, discusse basi accordo"
Trump: “Abbiamo un accordo in 15 punti con l’Iran”. Teheran smentisce: “Fake news per manipolare mercati”
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Ghalibaf: “No negoziati con Usa, fake news per manipolare mercati”

L’Iran “non ha condotto negoziati con gli Stati Uniti“, ha assicurato il presidente del Parlamento di Teheran, Mohammed Bagher Ghalibaf, che in un post su X ha bollato come false le parole di Donald Trump sui colloqui in corso tra le parti. Secondo Ghalibaf, indicato da Israele come l’uomo del dialogo con Washington, queste “fake news vengono utilizzate per manipolare i mercati finanziari e petroliferi e per uscire dal pantano in cui sono intrappolati Stati Uniti e Israele”. Ghalibaf ha quindi sottolineato che “il popolo iraniano esige una punizione completa e severa per gli aggressori”, aggiungendo che “tutti i funzionari iraniani sostengono fermamente la loro Guida Suprema e il loro popolo fino al raggiungimento di questo obiettivo”.

Momenti chiave

    • 18:55

      La Lega Araba condanna gli attacchi israeliani in Libano

      Il segretario generale della Lega Araba, Ahmed Aboul Gheit, ha condannato i continui attacchi israeliani contro il Libano, mirati a infrastrutture e ponti. Li considera – si legge in una nota – “una flagrante violazione della sovranità, della sicurezza e della stabilità del Libano, nonché una chiara violazione del diritto internazionale. Il portavoce del segretario generale, Jamal Rushdi, ha detto che “gli obiettivi di Israele sono ormai chiari: stabilire una zona cuscinetto nel Libano meridionale, frammentare il territorio libanese e sfollare la popolazione”.

      Aboul Gheit ha affermato che è “responsabilità del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite porre fine immediatamente a questi attacchi, ribadendo la necessità che Israele rispetti il diritto internazionale e le risoluzioni del Consiglio di Sicurezza, in particolare la Risoluzione 1701, e le attui integralmente”. La Lega araba esprime preoccupazione per “il deterioramento della situazione in Libano a seguito dell’escalation delle tensioni”, riaffermando “il suo sostegno agli sforzi compiuti dallo Stato libanese per mantenere la pace civile e affrontare le ripercussioni del peggioramento della crisi umanitaria”.

    • 18:49

      Colloquio tra i ministri degli Esteri di Iran e Pakistan

      Il vice primo ministro e ministro degli Esteri pakistano Mohammad Ishaq Dar ha avuto una conversazione telefonica con il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi per discutere dei recenti sviluppi regionali, ha riferito il Ministero degli Esteri. Durante la telefonata, Dar ha sottolineato l’importanza del dialogo e della diplomazia per promuovere la pace, la sicurezza e la stabilità nella regione e oltre. Entrambe le parti hanno concordato di rimanere in stretto contatto riguardo all’evolversi della situazione, secondo quanto riportato nel comunicato.

    • 18:38

      Media: “Colloquio tra Vance e Netanyahu, discusse basi accordo”

      Il vice presidente degli Stati Uniti, Jd Vance, ha avuto un colloquio telefonico con il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu. Lo ha riferito il giornalista di Axios, Barak Ravid, precisando che i due hanno parlato degli sforzi per aprire un negoziato con l’Iran. Secondo una fonte citata su X dal giornalista, Vance e Netanhayu hanno discusso anche le basi di un possibile accordo per mettere fine alla guerra con l’Iran.

    • 18:31

      Trump: “Hegseth il primo a dire sì per operazione militare in Iran”

      Il presidente americano Donald Trump ha rivelato che il primo membro dell’amministrazione a esporsi in favore di un’operazione militare in Iran è stato il capo del Pentagono, Pete Hegseth. “Pete è stato il primo a esporsi e ha detto: ‘Facciamolo. Non possono avere un’arma nucleare’“, ha affermato Trump parlando a Memphis, proprio accanto al Segretario alla Difesa.

    • 18:26

      Il governo britannico annuncia l’arrivo di una nave militare a Cipro

      È finalmente approdata nelle acque di Cipro la Dragon, cacciatorpediniere lanciamissili della Royal Navy che il governo di Keir Starmer aveva promesso d’inviare oltre due settimane fa per rafforzare la difesa della base britannica di Akrotiri, presa di mira da un drone il 2 marzo scorso sullo sfondo della rappresaglia dell’Iran agli attacchi subiti da Usa e Israele. Lo ha annunciato oggi alla Camera dei Comuni il ministro della Difesa, John Healey. Il ritardo nella partenza dell’unità navale dall’Inghilterra aveva innescato polemiche politiche nel Regno Unito contro l’esecutivo laburista, in particolare dalle opposizioni di destra.

      Healey ha affermato che la Dragon è da oggi “operativa nel Mediterraneo orientale“, in azioni “difensive” coordinate con le forze della Raf e della Royal Navy che nelle ultime settimane hanno già compiuto in totale “900 ore di volo” a protezione di alleati quali “Cipro, Giordania, Bahrein, Qatar ed Emirati Arabi Uniti“. Il ministro ha precisato che la presenza di jet militari britannici nella regione è ora la più elevata “da 15 anni a questa parte” e che finora sono stati inviati in zona “500 effettivi in più” dai ranghi dell’aeronautica militare del Regno. La tutela di Cipro, ha aggiunto, è svolta in collaborazione con Paesi Nato “come Usa, Francia e Grecia”.

    • 18:14

      Libano: “1.039 morti dal 2 marzo”

      In Libano sono 1.039 i morti dal 2 marzo. Lo conferma il ministero della Salute di Beirut, mentre proseguono le operazioni militari israeliane contro Hezbollah. I feriti, stando al bilancio ufficiale rilanciato dai media libanesi, sono 2.876.

    • 18:02

      Trump: “Spero di non dover bombardare centrali elettriche dell’Iran”

      “Ho messo in pausa gli attacchi contro le centrali elettriche dell’Iran. Mi auguro di non doverlo fare”. Lo ha detto Donald Trump parlando a Memphis. “Spero che troveremo un accordo”, ha aggiunto.

    • 18:01

      Londra convoca ambasciatore Iran: “Basta destabilizzazione Gb”

      Il governo britannico di Keir Starmer ha convocato al Foreign Office l’ambasciatore dell’Iran a Londra per elevare una protesta formale contro “le attività destabilizzanti” e di spionaggio attribuite a Teheran nel Regno Unito. La convocazione segue il recente arresto di un cittadino iraniano accusato di tentata intrusione assieme a una donna nella base navale di Faslane, dove sono di stanza i sottomarini nucleari della Royal Navy. Mentre non riguarda l’incendio a Londra di 4 ambulanze appartenenti a un’organizzazione ebraica, la cui rivendicazione da parte di una sedicente sigla pro-Iran non è stata peraltro finora confermata.

    • 17:59

      Media: “Usa hanno chiesto un incontro con Ghalibaf per sabato”

      Un alto funzionario iraniano ha affermato che gli Stati Uniti hanno richiesto un incontro per sabato con il presidente del Parlamento iraniano, Mohammad Baqer Ghalibaf. Lo riporta l’agenzia Reuters sul proprio sito. Teheran non ha ancora risposto e il Consiglio Supremo per la Sicurezza Nazionale non ha ancora esaminato la questione, ha aggiunto il funzionario.

    • 17:53

      Trump: “Distrutto il regime, l’Iran non ci minaccia più”

      “Abbiamo distrutto il regime iraniano, non ci minaccia più”. Lo ha detto Donald Trump a Memphis ribadendo che gli Stati Uniti “hanno ucciso tutti i leader dell’Iran”.

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