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Detriti da razzi su base italiana in Libano: nessun ferito. E un drone colpisce un hotel in Iraq. La difesa: “I nostri al sicuro”

Il tycoon: "Sorpreso dal rifiuto della Gran Bretagna". Frammenti di missili vicino all'ufficio di Netanyahu. Drone contro impianto petrolifero negli Emirati. Merz: "La guerra non è una questione della Nato"
Detriti da razzi su base italiana in Libano: nessun ferito. E un drone colpisce un hotel in Iraq. La difesa: “I nostri al sicuro”
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In Evidenza

Trump: “Non abbiamo bisogno di nessuno”

“Non abbiamo bisogno di nessuno. Siamo la nazione più forte del mondo“. Lo ha detto Donald Trump definendo la questione della sicurezza dello stretto di Hormuz un “test” per gli alleati. “È da anni che dico che se mai dovessimo aver bisogno di loro, non ci saranno”, ha aggiunto il presidente alla Casa Bianca.

Momenti chiave

    • 21:25

      Crosetto incontra omologo turco: “Forte preoccupazione”

      “Ho incontrato oggi il collega turco Ya’ar Güler per un confronto sulla crisi in Medio Oriente, ma anche sui Balcani e sull’Africa, aree in cui Italia e Turchia collaborano strettamente. Condivisa la forte preoccupazione per la drammatica escalation in Medio Oriente. Ho espresso la nostra solidarietà alla Turchia per i missili balistici diretti verso il suo territorio e neutralizzati con successo dalla difesa aerea della Nato, episodio che conferma l’importanza dell’integrità dei confini dell’Alleanza. Soddisfazione per l’elevato livello di cooperazione tra le nostre Forze Armate, rafforzato anche dall’esperienza della missione Kfor, e per le importanti collaborazioni nell’industria della difesa. Confermato il fermo sostegno all’Ucraina”. Così su X il Ministro della Difesa Guido Crosetto.

    • 21:10

      Seconda potente esplosione a Baghdad

      Una seconda esplosione è stata udita in serata nel centro di Baghdad, dove un giornalista dell’Afp ha constatato la difesa aerea dell’ambasciata statunitense intercettare un drone nelle vicinanze. Nella Zona Verde di Baghdad in precedenza un altro drone era atterrato sul tetto di un hotel aveva provocato un incendio, senza tuttavia causare vittime o danni.

    • 21:02

      Meloni: “Basi militari italiane nel Golfo ora il mio primo problema”

      Le basi militari italiane nell’area del Golfo “sono oggi ovviamente il primo problema principale del quale mi occupo, anche perché la riforma della giustizia l’ho già fatta, insomma più di parlarne non posso fare. Sono il mio principale problema, chiaramente”. Così la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, ospite di Quarta Repubblica, in onda questa sera su Rete4, dopo aver risposto a una serie di domande sul referendum.

      “Chiaramente c’è un tema di monitoraggio, di attenzione verso i nostri militari che sono molti nell’area, particolarmente per quello che riguarda Erbil e il Kuwait, anche se – ha aggiunto – i militari sono stati ridotti e sono rimasti quelli strettamente necessari a far camminare missioni che, dobbiamo ricordare, sono importanti, sono missioni contro il terrorismo, internazionali. Perché è molto importante secondo me la nostra solidarietà in questo momento e la nostra presenza per i Paesi del Golfo che sono nostri partner strategici e perché noi in quella zona, in quell’area abbiamo decine di migliaia di italiani”.

    • 20:59

      Meloni: “Intervenire a Hormuz sarebbe un passo verso il coinvolgimento”

      “Quello che noi possiamo fare adesso è rafforzare la missione Aspides, quindi parliamo del Mar Rosso. Sullo Stretto di Hormuz, chiaramente è più impegnativo, perché vorrebbe dire fare un passo avanti verso il coinvolgimento. Da una parte per noi è fondamentale la libertà di navigazione, che è oggetto anche oggi di uno statement che è stato fatto con i nostri partner. Intervenire significa oggettivamente fare un passo in avanti nel coinvolgimento”. Così la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, ospite di Quarta Repubblica, in onda questa sera su Rete4.

    • 20:57

      “Una significativa offensiva terrestre israeliana avrebbe conseguenze umanitarie devastanti”

      “Una significativa offensiva terrestre israeliana avrebbe conseguenze umanitarie devastanti e potrebbe portare a un conflitto prolungato. Deve essere evitata. La situazione umanitaria in Libano, compresi gli sfollamenti di massa in corso, è già profondamente allarmante”. Lo scrivono i leader di Canada, Francia, Germania, Italia e Regno Unito in una nota congiunta, a proposito dell’escalation del conflitto tra Israele e Hezbollah. “Ribadiamo il nostro appello per la piena attuazione della Risoluzione 1701 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite da parte di tutte le parti e sosteniamo gli sforzi del Governo del Libano per disarmare Hezbollah, vietarne le attività militari e contenere le sue ostilità armate. Siamo solidali con il governo e il popolo libanese, che sono stati trascinati nel conflitto loro malgrado”, concludono.

    • 20:55

      La nota di cinque Paesi (tra cui l’Italia): “Israele e Libano negozino soluzione politica”

      “Siamo profondamente preoccupati per l’escalation della violenza in Libano e chiediamo un impegno concreto da parte dei rappresentanti israeliani e libanesi per negoziare una soluzione politica sostenibile. Sosteniamo con forza le iniziative volte a facilitare i colloqui ed esortiamo a una immediata de-escalation”. Lo affermano, in una dichiarazione congiunta, i leader di Canada, Francia, Germania, Italia e Regno Unito sull’escalation del conflitto tra Israele e Hezbollah.

      “Gli attacchi di Hezbollah contro Israele e il fatto che vengano presi di mira civili devono cessare, e il gruppo deve disarmarsi. Condanniamo la decisione di Hezbollah di unirsi all’Iran nelle ostilità, decisione che mette ulteriormente a rischio la pace e la sicurezza regionali”, rimarcano i leader, che aggiungono: “Condanniamo gli attacchi diretti contro civili, infrastrutture civili, operatori sanitari e strutture sanitarie, nonché contro la Forza ad interim delle Nazioni Unite in Libano. Queste azioni sono inaccettabili e chiediamo a tutte le parti di agire nel rispetto del diritto internazionale umanitario“.

    • 20:42

      Axios: “Riattivati contatti diretti tra Witkoff e Araghchi”

      Un canale di comunicazione diretto fra Steve Witkoff e il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi è stato riattivato negli ultimi giorni. Lo riporta Axios citando alcune fonti americane. Araghchi avrebbe inviato messaggi a Witkoff incentrati sulla fine della guerra.

    • 20:29

      Un drone ha colpito un sito petrolifero ad Abu Dhabi

      Un drone ha colpito il sito petrolifero di Shah ad Abu Dhabi, innescando un incendio, rendono noto le autorità locali. Non ci sono vittime. Shah si trova 230 chilometri a sud di Abu Dhabi City e ha una capacità di produzione di circa 70mila barili al giorno.

    • 20:20

      Pezeshkian: “Sentito Macron, uso basi Usa nella regione deve cessare”

      Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha annunciato sui social di avere avuto una telefonata con Emmanuel Macron, al quale ha “sottolineato che l’Iran non ha dato inizio a questa brutale guerra. La difesa contro l’aggressione è un diritto naturale che conosciamo bene. L’utilizzo delle basi statunitensi nella regione contro l’Iran, con l’obiettivo di compromettere le nostre relazioni con i Paesi vicini, deve cessare”. L’Iran, ha aggiunto, “non si arrenderà ai prepotenti. Ci aspettiamo che la comunità internazionale condanni questa aggressione e convinca gli aggressori a rispettare il diritto internazionale”.

    • 20:09

      Forte esplosione in centro a Baghdad

      Una forte esplosione è stata avvertita in centro a Baghdad, all’interno della Zona verde. Lo rende noto l’Afp.

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