Frammenti di missili iraniani vicino a Knesset e Santo Sepolcro
Frammenti di missili balistici iraniani intercettati sono caduti a Gerusalemme vicino alla Biblioteca Nazionale, non distante dalla Knesset, e alla Chiesa del Santo Sepolcro, nella Città Vecchia. Lo ha riferito il Times of Israel, citando la polizia israeliana ed i servizi di emergenza, secondo cui un grande frammento ha inoltre colpito un’abitazione a Gerusalemme Est, causando danni materiali.
Grande frammento di missile cade vicino all’ufficio di Netanyahu a Gerusalemme
Nell’ultimo attacco lanciato dall’Iran, una grossa scheggia di missile è caduta vicino all’ufficio del primo ministro Benjamin Netanyahu a Gerusalemme, le foto sono state diffuse dai soccorritori. I vigili del fuoco hanno anche pubblicato l’immagine di un enorme frammento di missile lanciato dall’Iran e caduto su un’abitazione a Gerusalemme. Colpita anche la sede di una grande scuola ebraica. I soccorritori riferiscono che nell’area della Città Santa un uomo di 42 anni è stato ferito da schegge incandescenti e ha riportato ustioni.
Birol: “Abbiamo riserve di petrolio, pronti a nuove azioni”
I Paesi dell’Iea (l’agenzia internazioale dell’energia) hanno ancora “molte riserve di petrolio” nonostante il rilascio di quelle strategiche per 400 milioni di barili deciso nei giorni scorsi. Lo afferma il dg dell’organizzazione Faith Birol in dichiarazioni ai media sottolineando come “bisogna essere pronti a un conflitto prolungato” e che se necessario saranno prese ulteriori azioni.
Conferenza stampa di Trump alle 16.45
Poco dopo l’annuncio di Trump, la Casa Bianca ha diffuso una nota di precisazione per chiarire che il presidente Usa si riferiva all’invito rivolto alla stampa all’inizio del pranzo del Kennedy Center, previsto nella East Room alle 11:45 ora locale (le 16.45 ora italiana).
“Usa consentono alle petroliere iraniane di attraversare Hormuz”
Gli Stati Uniti stanno consentendo alle petroliere iraniane di attraversare lo Stretto di Hormuz. Lo ha detto il segretario al Tesoro americano Scott Bessent in un’intervista a Cnbc. “Abbiamo consentito che ciò accadesse per rifornire il resto del mondo”, ha spiegato Bessent.
Telefonata tra il Papa e Abu Mazen
“Stamani, il Santo Padre Leone XIV ha ricevuto una telefonata da Mahmoud Abbas, Presidente dello Stato di Palestina, sui preoccupanti sviluppi del conflitto in Medio Oriente e delle condizioni di vita del popolo palestinese. Nel corso della conversazione, il Santo Padre ha rinnovato l’impegno della Santa Sede a favore della pace, da raggiungersi attraverso il dialogo politico e diplomatico, e il pieno rispetto del Diritto Internazionale”. Lo rende noto un comunicato della sala stampa vaticana.
Usa, “distrutte oltre cento navi della Marina iraniana”
Il Comando centrale statunitense (Centcom) ha fornito dati aggiornati sugli attacchi aerei contro l’Iran, affermando che oltre 100 navi della marina iraniana sono state distrutte nel corso di oltre seimila voli militari statunitensi.
Starmer: “La riapertura di Hormuz non può essere affidata a una missione della Nato”
La riapertura dello Stretto di Hormuz, strategico per i commerci globali degli idrocarburi e non solo, non può essere affidata a “una missione della Nato“. Lo ha detto stamane il premier britannico Keir Starmer rispondendo ai giornalisti. “Lasciatemi essere chiaro, questo non sarà e non è mai stata immaginata come una missione della Nato”, ha tagliato corto Starmer, interpellato sulle parole del presidente Donald Trump, il quale nelle scorse ore ha definito “molto negativo per la Nato” l’eventuale rifiuto degli alleati di farsi coinvolgere con l’invio di navi militari verso Hormuz.