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Detriti da razzi su base italiana in Libano: nessun ferito. E un drone colpisce un hotel in Iraq. La difesa: “I nostri al sicuro”

Il tycoon: "Sorpreso dal rifiuto della Gran Bretagna". Frammenti di missili vicino all'ufficio di Netanyahu. Drone contro impianto petrolifero negli Emirati. Merz: "La guerra non è una questione della Nato"
Detriti da razzi su base italiana in Libano: nessun ferito. E un drone colpisce un hotel in Iraq. La difesa: “I nostri al sicuro”
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In Evidenza

Trump: “Non abbiamo bisogno di nessuno”

“Non abbiamo bisogno di nessuno. Siamo la nazione più forte del mondo“. Lo ha detto Donald Trump definendo la questione della sicurezza dello stretto di Hormuz un “test” per gli alleati. “È da anni che dico che se mai dovessimo aver bisogno di loro, non ci saranno”, ha aggiunto il presidente alla Casa Bianca.

Momenti chiave

    • 08:45

      Drone colpisce l’aeroporto di Dubai: Emirates sospende i voli

      L’attacco di un drone ha colpito un serbatoio di carburante e ha provocato un incendio all’aeroporto internazionale di Dubai. La compagnia aerea Emirates ha comunicato nel suo ultimo aggiornamento che tutti i suoi voli “rimangono sospesi fino a nuovo avviso”. Emirates ha aggiunto di star collaborando con le autorità per riprendere le operazioni non appena possibile e ha esortato i passeggeri a non recarsi in aeroporto. Le autorità hanno chiuso la strada principale e il tunnel che conducono allo scalo. La polizia di Dubai ha invitato gli automobilisti a utilizzare strade alternative. Nell’attacco non sono state registrate vittime. Il ministero della Difesa degli Emirati Arabi Uniti ha dichiarato che questa mattina le forze armate hanno abbattuto circa 60 droni nelle ultime ore e la difesa aerea è ancora al lavoro per intercettare missili e droni iraniani.

    • 08:43

      Israele: “Iniziate operazioni di terra nel Libano meridionale”

      Le forze armate israeliane (Idf) hanno annunciato di aver iniziato “operazioni terrestri limitate e mirate” contro Hezbollah nel sud del Libano. Queste “operazioni terrestri limitate e mirate” hanno come obiettivi “importanti roccaforti di Hezbollah” e puntano a “rafforzare gli avamposti difensivi” nel Libano meridionale, ha affermato l’Idf in un comunicato. “Questa attività fa parte di più ampi sforzi difensivi per stabilire e rafforzare una posizione difensiva avanzata, che comprende lo smantellamento delle infrastrutture terroristiche e l’eliminazione dei terroristi che operano nell’area”, aggiungono le forze armate israeliane, spiegando che il piano è di “creare un ulteriore livello di sicurezza per i residenti nel nord di Israele”.

    • 08:42

      Australia: “Non manderemo navi a Hormuz”

      “Non invieremo navi nello Stretto di Hormuz. Sappiamo quanto sia incredibilmente importante. Non ci è stato chiesto di farlo e non è un nostro contributo”. Lo ha detto, secondo Al Jazeera che cita una intervista radiofonica, la ministra dei Trasporti australiana Catherine King. “Siamo stati molto chiari sul nostro contributo in relazione alle richieste ricevute, e finora si è trattato di fornire agli Emirati Arabi Uniti aerei per supportare la difesa, soprattutto considerando il numero di australiani presenti in quella zona”, ha affermato King.

    • 08:41

      L’Australia ritira il personale non essenziale da Israele ed Emirati

      L’Australia ha ordinato al personale non essenziale di lasciare Israele e gli Emirati Arabi Uniti, mentre il conflitto fra Stati Uniti, Israele e Iran continua a destabilizzare il Medio Oriente. La disposizione è stata annunciata dalla ministra degli Esteri Penny Wong, che ha spiegato che la misura è stata adottata a causa del peggioramento della situazione di sicurezza nella regione. Una presenza ridotta rimarrà comunque nei due paesi per garantire assistenza ai cittadini australiani ancora presenti nell’area. Secondo il governo di Canberra, più di 2600 cittadini sono già rientrati in Australia utilizzando voli commerciali. La ministra Wong ha affermato che è riuscita a rientrare in patria la maggior parte degli australiani che si trovavano in Medio Oriente.

    • 08:37

      Teheran: “Un ecocidio gli attacchi israeliani sui depositi di carburante”

      Il ministro degli Esteri iraniano ha dichiarato che gli attacchi israeliani contro i depositi di carburante di Teheran costituiscono un “ecocidio” a causa dei rischi a lungo termine per la salute dei residenti. “I bombardamenti israeliani contro i depositi di carburante a Teheran violano il diritto internazionale e costituiscono un ecocidio”, ha scritto il ministro Abbas Araghchi su X. “I residenti rischiano danni a lungo termine alla loro salute e al loro benessere. La contaminazione del suolo e delle falde acquifere potrebbe avere ripercussioni generazionali”, aggiunge il post.

    • 08:36

      Trump: “Parliamo con l’Iran ma loro non sono pronti per l’accordo”

      Gli Usa sono in trattative con l’Iran, mentre la guerra entra nella sua terza settimana, ma Teheran non è ancora pronta per un accordo di chiusura delle ostilità. “Sì, stiamo parlando con loro”, ha replicato il presidente Donald Trump ai giornalisti sull’Air Force One, senza tuttavia specificare la natura dei colloqui, a una domanda sull’esistenza di iniziative diplomatiche in corso per porre fine al conflitto estesosi in tutto il Medio Oriente. “Ma non credo che siano pronti. Ci stanno però arrivando piuttosto vicino”, ha aggiunto Trump. Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha negato colloqui in corso con gli Usa.

    • 08:35

      Trump: “Possiamo colpire strutture petrolifere di Kharg in 5 minuti”

      Gli Stati Uniti sono pronti a sferrare nuovi attacchi contro l’isola di Kharg, il principale snodo iraniano per l’export di petrolio, e potrebbero prendere di mira le relative infrastrutture petrolifere dopo aver “annientato” quelle militari. “Avete visto che abbiamo colpito l’isola di Kharg: tutto, tranne le condutture”, ha detto Trump in un’intervista al Financial Times, riferendosi al raid aereo che aveva annunciato venerdì. “Possiamo colpirla in cinque minuti. E non c’è assolutamente nulla che possano fare al riguardo”, ha aggiunto.

    • 08:33

      Trump alla Nato: “Futuro molto negativo se non aiutate in Iran”

      Donald Trump avverte la Nato, minacciando un futuro “molto negativo” se gli alleati degli Stati Uniti non contribuiranno a garantire l’apertura dello Stretto di Hormuz. E’ il messaggio schietto e diretto del tycoon alle nazioni europee perché si uniscano al suo sforzo bellico in Iran, contenuto in un’intervista rilasciata domenica al Financial Times.

    • 08:31

      I giganti del petrolio a Trump: “La crisi peggiorerà”

      Le compagnie petrolifere americane hanno recapitato un messaggio cupo ai funzionari dell’amministrazione Trump: è probabile che la crisi energetica legata alla guerra in Iran sia destinata a peggiorare. In una serie di riunioni tenutesi mercoledì alla Casa Bianca e in recenti colloqui con i segretari all’Energia Chris Wright e agli Interni Doug Burgum, gli amministratori delegati di Exxon Mobil, Chevron e ConocoPhillips hanno avvertito – ha riferito il Wall Street Journal – che le interruzioni ai flussi energetici in uscita dallo Stretto di Hormuz avrebbero continuato a generare volatilità nei mercati energetici globali.

      In risposta alle domande dei funzionari Usa, il numero uno di Exxon, Darren Woods, ha affermato che i prezzi del petrolio potrebbero superare gli attuali livelli elevati qualora gli speculatori dovessero, in modo inatteso, far lievitare i prezzi, e che i mercati potrebbero andare incontro a una carenza nell’offerta di prodotti raffinati. Anche l’ad di Chevron, Mike Wirth, e quello di ConocoPhillips, Ryan Lance, hanno espresso le proprie preoccupazioni in merito alla portata delle interruzioni dei flussi di greggio, ha precisato il Wsj in base a quanto riferito da fonti vicine al dossier.

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