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Referendum giustizia, il Sì “arruola” pure Mattarella sui social. Dopo la telefonata del Quirinale il post viene rimosso

Il comitato promosso dai Libdem del deputato Luigi Marattin aveva pubblicato un post che associava le frasi pronunciate in passato dal capo dello Stato alla battaglia referendaria. Era già accaduto lo scorso gennaio con l'ex parlamentare di Forza Italia Andrea Cangini (Comitato Sì Separa)
Referendum giustizia, il Sì “arruola” pure Mattarella sui social. Dopo la telefonata del Quirinale il post viene rimosso
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Il Comitato giustizia Si promosso dal deputato Luigi Marattin ha deciso di rimuovere il post che ingaggia nella campagna referendaria Sergio Mattarella dopo una telefonata del Quirinale. Da cui è arrivato cartellino giallo: dal Colle è stato chiarito che nessuno si può permettere di associare Mattarella alle ragioni del Sì (o del No) perché questo equivale a mettere in discussione la terzietà del ruolo del capo dello stato che è garanzia massima per le istituzioni. E così ora nel post incriminato del 21 febbraio (che aveva cominciato a diventare virale nelle chat) con cui il Comitato di Marattin aveva cercato di “ingaggiare” il presidente della Repubblica campeggia solo una frase: “Siamo perfettamente d’accordo con Mattarella” mentre sono scomparse le card che avevano associato le frasi pronunciate in passato dal capo dello stato alla battaglia referendaria e l’immagine di Mattarella al Sì che compare nel logo del Comitato.

Non è la prima volta che il Quirinale è stato costretto a intervenire dopo i tentativi del Sì di reclutare Mattarella. C’è stato un intervento a gennaio in un’ altra occasione dopo che, come aveva raccontato il Fatto Quotidiano l’ex parlamentare di Forza Italia Andrea Cangini (oggi nel Comitato Sì Separa promosso dalla Fondazione Einaudi) aveva sostenuto che il Presidente della Repubblica è favorevole alla riforma Nordio. In quella circostanza il Colle aveva scritto una nota ad Huffpost che aveva pubblicato il commento di Cangini. “Naturalmente nessun desiderio di impedire libere interpretazioni né ricostruzioni, anche proiettate ad alcuni decenni addietro, ma è fortemente auspicabile che ci si astenga dal tentativo, comunque vano e improduttivo, di cercare di arruolare il Presidente della Repubblica in uno schieramento o semplicemente in una posizione politica”.

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A cura di Paolo Frosina
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