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Detriti da razzi su base italiana in Libano: nessun ferito. E un drone colpisce un hotel in Iraq. La difesa: “I nostri al sicuro”

Il tycoon: "Sorpreso dal rifiuto della Gran Bretagna". Frammenti di missili vicino all'ufficio di Netanyahu. Drone contro impianto petrolifero negli Emirati. Merz: "La guerra non è una questione della Nato"
Detriti da razzi su base italiana in Libano: nessun ferito. E un drone colpisce un hotel in Iraq. La difesa: “I nostri al sicuro”
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In Evidenza

Trump: “Non abbiamo bisogno di nessuno”

“Non abbiamo bisogno di nessuno. Siamo la nazione più forte del mondo“. Lo ha detto Donald Trump definendo la questione della sicurezza dello stretto di Hormuz un “test” per gli alleati. “È da anni che dico che se mai dovessimo aver bisogno di loro, non ci saranno”, ha aggiunto il presidente alla Casa Bianca.

Momenti chiave

    • 11:47

      Berlino: “La guerra in Iran non ha nulla a che fare con la Nato”

      “Questa non è una guerra della Nato e non ha nulla a che fare con la Nato“. Lo ha detto il portavoce del governo tedesco Stefan Kornelius, rispondendo a una domanda dei giornalisti a Berlino, sulle minacce di Donald Trump alla Nato. “Abbiamo preso atto della posizione del presidente degli Usa”, ha aggiunto.

    • 11:45

      Israele: “Nuovo lancio di missili balistici dall’Iran”

      L’Idf ha rilevato un nuovo lancio di missili balistici dall’Iran, le sirene d’allarme stanno suonando nel nord di Israele.

    • 11:44

      Madrid: “Ciò che sta accadendo in Libano è una vergogna”

      “Quanto sta accadendo in Libano è una vergogna. Abbiamo centinaia di migliaia di sfollati, una violazione sistematica della sovranità e del diritto umanitario, il rischio di un’invasione di terra, attacchi ad auna forza di pace dell’Onu”. Lo ha detto il ministro degli Esteri spagnolo José Manuel Albares a margine del Consiglio Affari Esteri. “L’Europa deve dare un segnale”; ha sottolineato Albares, spiegando al tempo stesso che “serve coerenza. In Ucraina e Medio Oriente dobbiamo difendere gli stessi valori, quando si tratta dei civili ucraini o dei civili libanesi. L’Europa deve essere un baluardo” del diritto.

    • 11:43

      Croce rossa: “In Libano 900mila gli sfollati”

      Sono circa 900mila gli sfollati in Libano e molti di loro sono ancora nelle strade a due settimane dallo scoppio delle nuove tensioni con Israele. Lo riferisce la Croce rossa libanese in un comunicato citato dai media di Beirut.

    • 09:59

      Colpita un’abitazione nel centro di Israele: “Bomba a grappolo iraniana”

      Un’abitazione in una cittadina del centro di Israele è stata danneggiata, apparentemente a causa di una bomba a grappolo di fabbricazione iraniana, in seguito all’ultimo attacco missilistico balistico dell’Iran. Lo riportano i media israeliani. Secondo i servizi di soccorso, sono stati segnalati diversi punti di impatto nella zona centrale di Israele, senza che l’ordigno abbia causato feriti.

    • 09:38

      Teheran. “Centri logistici e portaerei Gerald Ford sono obiettivi legittimi”

      I centri logistici e di servizio che consentono alla portaerei USS Gerald Ford di rimanere operativa sono considerati obiettivi dall’Iran. Lo ha dichiarato Khatam al-Anbiya, portavoce del comando unificato delle forze armate iraniane. “La portaerei Gerald Ford nel Mar Rosso rappresenta una minaccia per l’Iran. Di conseguenza, i centri logistici e di assistenza del gruppo d’attacco della USS Ford sono considerati obiettivi”, ha affermato Ebrahim Zolfaqari in un video diffuso dall’agenzia di stampa semi-ufficiale Fars.

    • 09:26

      Idf: “Distrutto l’aereo di Ali Khamenei”

      Durante la notte l’aeronautica israeliana ha colpito e distrutto l’aereo dell’ex Guida suprema iraniana Ali Khamenei all’aeroporto di Mehrabad a Teheran. Le Forze di Difesa Israeliane (Idf) hanno affermato che l’aereo era stato utilizzato da Khamenei e da altri alti funzionari iraniani “per promuovere gli appalti militari e gestire le relazioni con i paesi dell’Asse attraverso voli nazionali e internazionali”. L’esercito ha aggiunto che la distruzione di questa “risorsa strategica” rappresenta un duro colpo per le “capacità di coordinamento” dell’Iran con i gruppi per procura, per il suo “rafforzamento della potenza militare e per le capacità di riabilitazione del regime”. Lo riporta il Times of Israel.

    • 09:24

      Drone contro impianto petrolifero negli Emirati, vasto incendio

      Un attacco con drone contro infrastrutture petrolifere sulla costa orientale degli Emirati Arabi Uniti ha provocato un incendio. Lo hanno riferito le autorità del Paese del Golfo, aggiungendo che “un vasto incendio è scoppiato nella zona industriale petrolifera di Fujairah a seguito dell’attacco di un drone, ma non si segnalano feriti, mentre proseguono gli sforzi per domare le fiamme”. Il sito colpito si trova sulla costa degli Emirati Arabi Uniti, nel Golfo dell’Oman, oltre lo Stretto di Hormuz, di fatto chiuso dall’Iran. La zona industriale petrolifera di Fujairah ospita la più grande capacità di stoccaggio commerciale di prodotti raffinati del Medio Oriente.

    • 08:47

      Aeroporto di Dubai: “Ripresa graduale dei voli”

      I voli da e per l’aeroporto internazionale di Dubai sono in fase di “graduale ripresa”, dopo che le operazioni sono rimaste sospese per alcune ore “come misura precauzionale”: lo si apprende dall’account su X dello scalo stesso. La sospensione di decolli e atterraggi era stata decisa in seguito a un “incidente” con un drone che ha provocato un incendio nelle vicinanze dell’aeroporto.

    • 08:46

      Nyt: “Divergenze tra Usa e Israele sugli obiettivi da colpire in Iran”

      Israele e Stati Uniti sarebbero in disaccordo riguardo gli obiettivi della guerra contro l’Iran e ai bersagli da colpire, tra cui questioni relative al rovesciamento del regime iraniano e agli attacchi contro i depositi di petrolio a Teheran. Secondo il New York Times, sia il presidente degli Stati Uniti Trump che il comandante del Comando Centrale degli Stati Uniti, Brad Cooper, avevano messo in guardia Israele dal colpire gli impianti petroliferi, temendo che ciò avrebbe provocato una rappresaglia iraniana con attacchi ad altri impianti energetici nel Golfo. Tuttavia, Israele ha ignorato l’avvertimento e ha colpito gli impianti una settimana fa, causando vasti incendi e un aumento dei prezzi del petrolio. La Casa Bianca, si legge nell’articolo, si è convinta che Netanyahu “volesse scene drammatiche di Teheran avvolta dal fumo nero della distruzione”.

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