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“Arrivano in pullman, salgono sulle Dolomiti in ciabatte e prenotano gli hotel prima dei tedeschi”: la rabbia degli albergatori contro il boom dei turisti asiatici

Oltre 38 milioni di pernottamenti e un boom trainato dai social media ridisegnano l'economia delle Dolomiti. Ma il "mordi e fuggi" esaspera i residenti e svuota le stanze della clientela storica

Testo di Redazione FqMagazine
Overtourism e insofferenza locale - 4/4

Overtourism e insofferenza locale - 4/4

La pazienza di chi abita in Alto Adige è ormai agli sgoccioli. Non a caso, negli ultimi tempi, la saturazione degli spazi ha generato proteste clamorose e provocazioni simboliche, dall’installazione dei tornelli fino alle grottesche “corse schiva-turisti”. L’impatto sul tessuto sociale è devastante: l’overtourism fa lievitare il costo della vita, spinge alle stelle i prezzi degli immobili riconvertiti in case vacanza e cancella il tessuto commerciale locale. Le botteghe di alimentari e artigianato cedono inesorabilmente il passo ai brand internazionali e ai negozi di souvenir. Un ecosistema alpino stravolto in cui, a conti fatti, a pagare il prezzo più salato sono proprio i residenti.

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