Libri e Arte

“L’iperscelta delle app ci ha insegnato a dire ‘forse ti amo’ invece di ‘ti amo’. Siamo sempre più sostituibili e sempre più controllati”: così lo psicologo Livio Ricciardi

Nel suo nuovo libro racconta perché l'amore oggi ci attira e ci spaventa nello stesso momento. E spiega perché il “forse” non è per forza una resa, ma può diventare l'inizio di una scelta

di Redazione FqMagazine
Quel “Forse ti amo” sussurrato a letto come piccolo scudo - 6/6

Quel “Forse ti amo” sussurrato a letto come piccolo scudo - 6/6

Il capitolo finale si apre con un ricordo personale dell’autore, quel “Forse ti amo” sussurrato a letto come piccolo scudo. Da qui l’idea centrale: oggi l’opposto dell’amore non è l’odio, ma il controllo. Non si tratta di eliminare la paura, bensì di attraversarla. I personaggi lo fanno in modi diversi. Tommaso impara a fare una domanda sincera invece di sospettare. Stefano impara a restare nel vuoto e a rischiare chiedendo il numero per la seconda volta.

Enrico impara a stare nella sua ansia, e Chiara scopre di poter esistere senza essere guardata. Elena capisce che non si diventa capaci di amare prima di amare, ma amando. Giorgio scopre che le strategie che lo proteggevano dal dolore lo proteggevano anche dall’amore. La conclusione di Ricciardi è che l’amore, oggi, è una scelta di resistenza: rimanere, provare, esporsi, non perché sia facile, ma perché siamo predisposti al sentimento. E allora il “forse” può smettere di essere uno scudo e diventare consapevolezza: “Forse ti amo, e nonostante questo scelgo di esserci”.

Successivo
Successivo
Playlist

I commenti a questo articolo sono attualmente chiusi.