Quel “Forse ti amo” sussurrato a letto come piccolo scudo - 6/6
Il capitolo finale si apre con un ricordo personale dell’autore, quel “Forse ti amo” sussurrato a letto come piccolo scudo. Da qui l’idea centrale: oggi l’opposto dell’amore non è l’odio, ma il controllo. Non si tratta di eliminare la paura, bensì di attraversarla. I personaggi lo fanno in modi diversi. Tommaso impara a fare una domanda sincera invece di sospettare. Stefano impara a restare nel vuoto e a rischiare chiedendo il numero per la seconda volta.
Enrico impara a stare nella sua ansia, e Chiara scopre di poter esistere senza essere guardata. Elena capisce che non si diventa capaci di amare prima di amare, ma amando. Giorgio scopre che le strategie che lo proteggevano dal dolore lo proteggevano anche dall’amore. La conclusione di Ricciardi è che l’amore, oggi, è una scelta di resistenza: rimanere, provare, esporsi, non perché sia facile, ma perché siamo predisposti al sentimento. E allora il “forse” può smettere di essere uno scudo e diventare consapevolezza: “Forse ti amo, e nonostante questo scelgo di esserci”.