Libri e Arte

“L’iperscelta delle app ci ha insegnato a dire ‘forse ti amo’ invece di ‘ti amo’. Siamo sempre più sostituibili e sempre più controllati”: così lo psicologo Livio Ricciardi

Nel suo nuovo libro racconta perché l'amore oggi ci attira e ci spaventa nello stesso momento. E spiega perché il “forse” non è per forza una resa, ma può diventare l'inizio di una scelta

di Redazione FqMagazine
L'iperscelta (il

L'iperscelta (il "paradosso della scelta") ci rende indecisi e perfezionisti - 3/6

Qui l’autore mette sotto accusa l’ambiente in cui amiamo. L’iperscelta (il “paradosso della scelta”) ci rende indecisi e perfezionisti, e l’abbondanza artificiale di partner fa sembrare tutti sostituibili, noi compresi.

Ricciardi parla di “mercatizzazione dell’intimità”: profili come vetrine, swipe come scelta rapida, like come indice di gradimento. Con Bauman riconosce l’eco di un amore liquido, ma evita il catastrofismo e ricorda i benefici delle app, dall’inclusione della comunità LGBTQ+ alle storie nate a chilometri di distanza. A fare male non è lo strumento, dice, ma “l’orchestra interiore” con cui lo usiamo. Descrive poi la monogamia seriale e la dating fatigue, un vero burnout sentimentale fatto di esaurimento, cinismo e senso di inutilità. La vicenda di Marco e Stefano, tra locali, app e sesso intenso senza uno scambio di numeri, ne è la versione in carne e ossa.

Successivo
Successivo
Playlist

I commenti a questo articolo sono attualmente chiusi.