L'iperscelta (il "paradosso della scelta") ci rende indecisi e perfezionisti - 3/6
Qui l’autore mette sotto accusa l’ambiente in cui amiamo. L’iperscelta (il “paradosso della scelta”) ci rende indecisi e perfezionisti, e l’abbondanza artificiale di partner fa sembrare tutti sostituibili, noi compresi.
Ricciardi parla di “mercatizzazione dell’intimità”: profili come vetrine, swipe come scelta rapida, like come indice di gradimento. Con Bauman riconosce l’eco di un amore liquido, ma evita il catastrofismo e ricorda i benefici delle app, dall’inclusione della comunità LGBTQ+ alle storie nate a chilometri di distanza. A fare male non è lo strumento, dice, ma “l’orchestra interiore” con cui lo usiamo. Descrive poi la monogamia seriale e la dating fatigue, un vero burnout sentimentale fatto di esaurimento, cinismo e senso di inutilità. La vicenda di Marco e Stefano, tra locali, app e sesso intenso senza uno scambio di numeri, ne è la versione in carne e ossa.