Libri e Arte

“L’iperscelta delle app ci ha insegnato a dire ‘forse ti amo’ invece di ‘ti amo’. Siamo sempre più sostituibili e sempre più controllati”: così lo psicologo Livio Ricciardi

Nel suo nuovo libro racconta perché l'amore oggi ci attira e ci spaventa nello stesso momento. E spiega perché il “forse” non è per forza una resa, ma può diventare l'inizio di una scelta

di Redazione FqMagazine
Perché amare ci spaventa? - 2/6

Perché amare ci spaventa? - 2/6

Ricciardi parte dal perché amiamo. Secondo la prospettiva evoluzionista che adotta, l’amore poggia su tre sistemi: “attrazione sessuale, attaccamento e cura”. Tutti e tre sono basati sulla ricompensa, e l’altro diventa per noi una figura che ci regola emotivamente.

Proprio per questo la minaccia è inscindibile dal piacere: rifiuto, abbandono e separazione attivano i circuiti cerebrali del dolore e dello stress. Quello che temiamo, spiega, non è l’amore in sé, ma l’aumento di ciò che possiamo perdere. La storia di Anita e Tommaso mostra come due persone che si vogliono bene possano scivolare in controllo, silenzi e scoppi di rabbia, fino a una rottura che arriva senza un vero colpevole.

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