“Guardami, desiderami, sceglimi” ma online - 4/6
Il terzo capitolo sposta l’attenzione sull’immagine di sé. Ci presentiamo all’altro con un’impression management costante, ma online lo facciamo con foto e feed valutati in pochi secondi. Richiamando l’oggettivazione di Fredrickson e Roberts, Ricciardi spiega che possiamo finire per vivere il corpo come un’immagine da valutare e non come un’esperienza.
La performance contagia anche il sesso, dove pesano pure le aspettative costruite dalla pornografia, e il letto diventa un banco di prova della nostra adeguatezza. L’intimità, al contrario, richiede perdita di controllo: essere visti senza gestire la percezione dell’altro. Da qui la distinzione più importante del capitolo, quella tra sentirsi desiderati e sentirsi amabili. La storia di Enrico e Chiara, con lei che guarda se stessa allo specchio anche a letto, la mette in scena.