Libri e Arte

“L’iperscelta delle app ci ha insegnato a dire ‘forse ti amo’ invece di ‘ti amo’. Siamo sempre più sostituibili e sempre più controllati”: così lo psicologo Livio Ricciardi

Nel suo nuovo libro racconta perché l'amore oggi ci attira e ci spaventa nello stesso momento. E spiega perché il “forse” non è per forza una resa, ma può diventare l'inizio di una scelta

di Redazione FqMagazine
“Guardami, desiderami, sceglimi” ma online - 4/6

“Guardami, desiderami, sceglimi” ma online - 4/6

Il terzo capitolo sposta l’attenzione sull’immagine di sé. Ci presentiamo all’altro con un’impression management costante, ma online lo facciamo con foto e feed valutati in pochi secondi. Richiamando l’oggettivazione di Fredrickson e Roberts, Ricciardi spiega che possiamo finire per vivere il corpo come un’immagine da valutare e non come un’esperienza.

La performance contagia anche il sesso, dove pesano pure le aspettative costruite dalla pornografia, e il letto diventa un banco di prova della nostra adeguatezza. L’intimità, al contrario, richiede perdita di controllo: essere visti senza gestire la percezione dell’altro. Da qui la distinzione più importante del capitolo, quella tra sentirsi desiderati e sentirsi amabili. La storia di Enrico e Chiara, con lei che guarda se stessa allo specchio anche a letto, la mette in scena.

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