Libri e Arte

“Perché lui è diverso da noi?”: 5 libri per spiegare ai bambini disabilità, neurodivergenze e inclusione senza nascondere le differenze

I libri come strumenti di confronto, inclusione e accoglienza per educare i bambini all’ascolto, allo sguardo, all’ascolto e al rispetto verso gli altri.

di In viaggio con Matilde
Intervista a Marcella Mauro - 6/8

Intervista a Marcella Mauro - 6/8

Marcella, quant’è importante la tua figura professionale all’interno di un contesto scolastico?

“La mia figura professionale all’interno del contesto scolastico è importante perché può rappresentare un ponte tra il bambino, la scuola e la famiglia. Ogni bambino ha modalità, tempi e bisogni diversi, e il mio ruolo è quello di osservare, ascoltare e cercare strategie che possano aiutarlo a vivere la scuola con maggiore serenità e fiducia. È fondamentale lavorare in collaborazione con insegnanti, educatori e famiglie, perché l’inclusione non può essere affidata a una sola persona è un lavoro di squadra. Il mio obiettivo è aiutare ogni bambino a riconoscere le proprie capacità e a sentirsi parte del gruppo, valorizzando ciò che sa fare e accompagnandolo nelle difficoltà, senza farlo sentire diverso o escluso”.

Come riconoscere che un bambino è affetto da questi disturbi e come intervenire?

“È importante innanzitutto chiarire che non spetta alla scuola o a una figura educativa fare una diagnosi. Possiamo però osservare alcuni segnali e, soprattutto, dei comportamenti che si presentano in modo costante e che possono creare difficoltà nella vita scolastica e quotidiana. Un bambino può, ad esempio, mostrare difficoltà nella lettura, nella scrittura o nel calcolo, una forte fatica nel mantenere l’attenzione, nell’organizzarsi o nel gestire le proprie emozioni. Ma ogni bambino è diverso e un singolo comportamento non significa necessariamente che ci sia un disturbo.

Il primo passo, quindi, è osservare senza giudicare e ascoltare il bambino. Quando emergono difficoltà persistenti, è importante confrontarsi con la famiglia e con gli insegnanti e indirizzare, quando necessario, verso le figure specialistiche competenti per una valutazione. L’obiettivo non è mettere in evidenza ciò che non riesce a fare, ma trovare insieme il modo migliore per permettergli di esprimere le proprie potenzialità”.

Un libro interattivo il tuo utile soprattutto in contesti scolastici. Quanto sono importanti le attività da praticare insieme per includere tutti?

“Credo che le attività da praticare insieme siano fondamentali per creare una vera inclusione. Un bambino con DSA, BES o ADHD non deve sentirsi “diverso” perché ha bisogno di modalità di apprendimento differenti deve poter partecipare, esprimersi e sentirsi parte del gruppo.
Le attività interattive permettono proprio questo trasformano l’apprendimento in un’esperienza condivisa, in cui ognuno può dare il proprio contributo secondo le proprie caratteristiche e i propri tempi.

Inoltre, fare qualcosa insieme favorisce la collaborazione, l’empatia e la conoscenza reciproca tra i bambini. Per me, quindi, l’attività non è semplicemente un esercizio da svolgere, ma diventa uno strumento per creare relazione. E quando si impara divertendosi insieme, le differenze non sono più un ostacolo.

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