“Perché lui è diverso da noi?” “Perché ha bisogno di aiuto?” “Perché non riesce a fare le stesse cose che facciamo noi?” sono domande spontanee, nate dalla curiosità, che molti bambini si pongono difronte ad un amico o un compagno di classe che differisce dai suoi tempi, dal suo modo di stare al mondo. La diversità spesse volte viene incontrata tra i banchi di scuola, e questo può determinare un primo approccio conoscitivo complicato e può spaventare, motivo per cui i bambini hanno paura e manifestano episodi di esclusione.
Il compito degli adulti, degli insegnanti e delle famiglie non è quello di nascondere le differenze, ma spiegare ai bambini che la diversità non è un limite, ma una ricchezza. Occorre semplicemente educare allo sguardo, all’ascolto e al rispetto verso gli altri. La diversità è un dono che rende ogni bambino unico e speciale con il proprio modo di essere, crescere ed esprimersi. Essere diversi non significa valere di meno, ma vivere il mondo secondo le proprie capacità.
Entrando in una classe, ci accorgiamo subito che ogni bambino è diverso dagli altri. Ci sono compagni di classe che hanno bisogno di un aiuto in più: alcuni si muovono con una sedia a rotelle, altri fanno difficoltà a vedere, c’è chi porta un apparecchio acustico. Queste differenze non devono escludere, ma includere rendendo la classe più ricca, facendo sì che la scuola diventa il luogo in cui ogni bambino può sentirsi accolto, riconosciuto e importante.