Antonio Marras: le nozze sarde tra memoria e materia - 3/5
Meno esplicito ma altrettanto immersivo è stato l’approccio di Antonio Marras. Lo stilista sardo, che da sempre eleva la moda a teatro, ha trasformato i giardini Vincenzo Muccioli in una piazza di paese allestita per un banchetto nuziale (aprendo le porte anche ai curiosi del quartiere). La sfilata Nozze di un Mezzogiorno di Mezz’Estate ha inscenato il matrimonio immaginario di Antiogu e Ippolita. Il concept indaga il “giorno dopo la notte”, quando la festa sfuma ma gli invitati indossano ancora gli abiti della sera prima, macchiati di vino, intrisi di salsedine o impregnati dell’odore del mirto. “È un carosello di persone, frammenti di esistenza, un ventaglio di umanità disparata che convive”, ha spiegato Marras nel backstage.
Gli abiti sono diventati archivi di memoria: sete impalpabili, chiffon e tulle si scontravano con fresco lana, denim, broccati e jacquard. Il parka ha perso la sua connotazione sportiva diventando un pezzo couture, mentre fiorivano intarsi, patch tattili, ricami e incrostazioni di cristalli. A suggellare i look, 53 gioielli unici realizzati in bronzo brunito da Giovanni Raspini (tra maschere sarde, gechi e piume), intesi come amuleti da legare agli abiti. Nel finale, i modelli si sono seduti a tavola come veri invitati, cristallizzando l’illusione scenica.
Il vero colpo di teatro si è materializzato nell’allestimento della tavola e nel gran finale. Al centro del Giardino Vincenzo Muccioli, sotto gli alberi e tra i canestri da basket foderati per l’occasione con sontuosi tessuti damascati, Marras ha apparecchiato un banchetto nuziale sterminato. Attorno a questa scenografia si accalcava una folla ibrida, dove i curiosi del quartiere (definiti dallo stilista “i miei vicini di casa“) si mescolavano a star di Hollywood come il premio Oscar Adrien Brody. In questa piazza di paese ricreata nel cuore di Milano, la passerella ha perso gradualmente i propri confini geometrici fino a svanire del tutto: i modelli non si sono limitati a sfilare, ma hanno interpretato il ruolo degli invitati che raggiungono la festa. Nel climax dell’esibizione, lo show si è trasformato in un’azione fisica e corale. I modelli hanno afferrato le sedie e hanno preso fisicamente posto lungo la tavolata per sedersi insieme agli sposi, fondendo definitivamente il palcoscenico, la platea e gli abiti in un banchetto in cui il sogno, letteralmente, si rifiutava di finire.