Sui social è una creator di moda e beauty con quasi 30mila follower. Per gli inquirenti italiani e brasiliani, dietro il profilo patinato di Paula Simões si nasconderebbe tutt’altro: il volto che avrebbe garantito la continuità del narcotraffico della famiglia Assisi dopo l’arresto del marito e del suocero. Il chiacchiericcio da influencer, i post di vita quotidiana, i reel curati: tutto convive, secondo la ricostruzione degli investigatori, con un secondo nome usato nelle chat criptate, “Chanel”, e con un ruolo che sarebbe arrivato fino alla trattativa per centinaia di chili di cocaina.
Il 17 settembre la Polizia federale brasiliana, in cooperazione con la Direzione nazionale antimafia e antiterrorismo e i carabinieri del Ros di Torino, ha eseguito otto misure cautelari e cinque perquisizioni tra gli Stati di San Paolo e Santa Catarina, nell’ambito dell’inchiesta denominata, non a caso, “Eredità”. Le autorità brasiliane hanno parlato di un’operazione che punta a colpire chi avrebbe raccolto il testimone della rete criminale dopo gli arresti del 2019 di Patrick Assisi e del padre Nicola Assisi, ritenuti legati alla ‘ndrangheta e originari del Canavese, in Piemonte.
Tra i destinatari dei provvedimenti figura appunto Paula Simões, 33 anni, brasiliana, moglie di Patrick. Secondo quanto riportato da ANSA Brasil, gli arresti sono scattati a Palhoça, in Santa Catarina, e in diverse città dello Stato di San Paolo (São Paulo, São Caetano do Sul, Santos e Americana) colpendo familiari e persone di fiducia dei due boss detenuti.