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Se rimanevo sola ero convinta che sarei morta, non riuscivo a respirare. Forse imparare ad accettare la solitudine è una delle cose più utili della vita”: Alexandra Shulman si racconta

L’ex direttrice di British Vogue racconta al Daily Mail il suo rapporto con la solitudine: da giovane gli attacchi di panico la costrinsero a tornare a vivere con i genitori, poi imparò a stare sola e persino ad amarlo. Oggi, a metà dei sessant’anni, riflette: "Ci disabituiamo a stare soli. Forse imparare ad accogliere questa condizione sarebbe la conoscenza più utile di tutte"

di Redazione FqMagazine

"Nessuno ci insegna davvero a stare da soli" - 4/4

Da bambini, osserva, se siamo fortunati abbiamo intorno persone che si occupano di noi. Da adulti costruiamo nuove famiglie, relazioni, abitudini condivise. “Abbiamo qualcuno a cui rivolgerci di notte se abbiamo paura, qualcuno con cui fare progetti per il futuro o semplicemente la percezione della sua presenza nelle nostre giornate”.

Ed è proprio così che, quasi senza accorgercene, ci disabituiamo a stare soli. Da qui arriva la conclusione, forse la parte più bella del lungo racconto di Shulman. Nel corso della vita, dice, ci insegnano una quantità enorme di cose: “A leggere, scrivere, parlare lingue, fare yoga, cucinare” e molte altre abilità. Ma nessuno ci insegna davvero a stare da soli.

E invece, “considerata la probabilità che prima o poi ci si ritrovi soli, forse imparare ad accogliere quella condizione, invece di evitarla, sarebbe la conoscenza più utile di tutte”.

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