"Non riuscivo a respirare ed ero terrorizzata, quasi tutto il tempo" - 2/4
È proprio il silenzio di quella casa a innescare i ricordi. “Il corridoio e le scale risuonano di rumori immaginari e della consapevolezza inquietante che non vedrò nessuno comparire”. Anche la camera da letto assume un aspetto diverso: “Mi chiedo se provare a leggere, spegnere la luce o accendere la radio per avere una voce rassicurante, mentre mi abituo al fatto che sarò sola lì per tutta la notte”.
Il rapporto di Shulman con la solitudine, però, è stato a lungo tormentato. Da giovane restare sola era qualcosa di praticamente impossibile. Prima di andare a vivere per conto proprio nel primo appartamento comprato a Londra, racconta, aveva sofferto di attacchi di panico molto gravi. “Se rimanevo sola ero assolutamente convinta che sarei morta. Non riuscivo a respirare ed ero terrorizzata, quasi tutto il tempo, dal momento in cui mi svegliavo con lo stomaco stretto dal panico fino a quando finalmente riuscivo ad addormentarmi ascoltando una cassetta pensata per calmarmi”.
La paura era tale da renderle necessaria la presenza costante di qualcuno. “Avevo bisogno che ci fosse qualcuno, chiunque, con me, come una bambina piccola”. Per questo, durante il secondo anno alla Sussex University, la decisione di tornare a vivere con i genitori. Erano anni in cui, ricorda Shulman, degli attacchi di panico si parlava molto meno di oggi: “Quando mi furono diagnosticati era la prima volta che sentivo pronunciare quell’espressione“. Con il tempo imparò a gestirli, ma scegliere di andare a vivere da sola rimase una decisione complessa. Da una parte, la necessità di dimostrare a se stessa di potercela fare; dall’altra “la paura della paura sempre in agguato”, pronta a prevalere sulla razionalità.
Poi qualcosa cambia. Shulman vive da sola per anni e impara ad apprezzarne persino i piccoli privilegi: mettere la musica che vuole al volume che vuole, trovare ogni oggetto esattamente dove lo aveva lasciato, riempire frigorifero, librerie e pareti soltanto secondo i propri gusti. Arrivano relazioni, matrimoni, un figlio, tate, ragazze alla pari, persone con cui dividere la casa. Ed ecco un altro capovolgimento: stare sola, da situazione temuta, diventa un lusso.