Musica

Emma a Milano: “Provano a farmi del male, ma rinasco migliore. Non mi frega un ca**o delle vostre offese, siete diavoli che bruciano dentro le chiese”. Ad applaudirla Stefano De Martino. Si accende l’ipotesi Sanremo 2027?

Sul palco del concerto che si è tenuto all'Ippodromo sono intervenuti anche Ligabue, Fabri Fibra, Alessandra Amoroso, Tony Effe, Rkomi e Juli. Prima di congedarsi, la cantante ha annunciato le date del suo tour del 2027

di Andrea Bressan
Sul palco Ligabue, Fabri Fibra, Alessandra Amoroso, Tony Effe, Rkomi e Juli - 2/5

Sul palco Ligabue, Fabri Fibra, Alessandra Amoroso, Tony Effe, Rkomi e Juli - 2/5

Emma, lo si percepisce fin da subito, è un tutt’uno con la sua gente e la sua gente è un tutt’uno con lei. Un rapporto costruito negli anni, che comprende grandi e piccini, e che ha portato i suoi frutti.

Il primo ospite della serata è stato Juli, conosciuto ai più come il produttore e “partner in crime” di Olly. “Sono molto felice perché sta per salire sul palco una grande persone, amico e musicista – ha detto Emma, accogliendolo -. Ciò che conta per me è la grandezza delle persone. E lui sa quanto ho lavorato e lottato per arrivare fino a qui perché, per lui, è lo stesso”. Emma e Juli hanno cantato “Brutta storia” in versione unplugged, con il produttore che ha sfoggiato la sua chitarra piena di disegni e firme dei suoi amici e compagni di viaggio.

In “Pezzo di cuore” ha fatto il suo ingresso all’Ippodromo anche una visibilmente emozionata Alessandra Amoroso. “Grazie perché so quanto è complesso essere mamma, lo immagino. Ho scelto di fare la zia apposta”, ha detto Emma in riferimento alla nascita della piccola Penelope Maria, figlia della cantante salentina. “A nome di tutti: appena hai cinque minuti torna, perché ci manchi”, ha poi proseguito Emma, prima di eseguire “Non è l’inferno”, nonché uno dei brani più tematicamente sociali del suo repertorio. Le strofe sono taglienti: “Ho dato la vita e il sangue per il mio Paese e mi ritrovo a non tirare a fine mese (…). Se tu che hai coscienza guidi e credi nel Paese, dimmi cosa devo fare per pagarmi da mangiare, per pagarmi dove stare, dimmi che cosa devo fare. No, questo no, non è l’inferno ma non comprendo com’è possibile pensare che sia più facile morire”.

A sorpresa, “soprattutto mia”, è salito sul palco Luciano Ligabue: “Non voglio dire che non mi sarei mai aspettata una cosa del genere, però oggi ho realizzato un sogno – ha detto Emma, prima di accogliere il cantautore -. Quando sei piccolo ti fanno sedere in un tavolo a parte durante le cene. Poi diventi grande, inizi a saper argomentare e ti passano nel tavolo dei grandi. La sensazione che ho avuto oggi è quella di essere passata, a cena, al tavolo dei grandi. Se me lo avessero chiesto vent’anni fa avrei detto ‘è impossibile, un big così tanto big, figurati se salirà mai sul mio palco’. Invece, ca**o, è successo”. Ed è proprio in “Quella che non sei” che Emma ha dato il meglio di sé con una performance struggente, quasi rabbiosa. L’arrangiamento finale della band ha contaminato il pezzo con “Can’t Stop” dei Red Hot Chili Peppers.

In “Schiena”, uno dei momenti più intimi del live, la cantante, da “vera rocker” (parola di Ligabue), ha trascinato l’asta del microfono, portandosela con sé per tutto il palco. Durante “Mi parli piano” c’è stata anche una proposta di matrimonio a lieto fine. “Le ha detto sì! Viva l’amore, in un modo pieno di odio”, ha commentato l’artista. “Ogni volta è così” è uno dei brani più rock della discografia di Emma mentre, in “Amami”, l’artista toscana è riscesa alla transenna per cantare col pubblico e battere qualche cinque.

Prima dell’entrata di Tony Effe (“Taxi sulla luna”) c’è stato spazio anche per un momento simpatico. “Mi do una sistemata al volo, mi tampono. Non mi farei mai baciare così sudata”. E poi la fatidica domanda sull’acconciatura: “Lascio davanti i capelli o dietro?”, ha chiesto Emma che, pochi secondi dopo, è stata “rincuorata” dal coro “sei bellissima”. Anche il rapper romano, una volta salito sul palco, ha dato manforte. “Sei una fregna atomica, posso dirlo?”, ha domandato Tony Effe che, finita la traccia, è tornato “a fare il baby sitter, il papi” alla figlia Priscilla.

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