Chi era Ben Saunders - 3/3
Nato a Londra il 9 luglio 1983 e cresciuto nei Paesi Bassi, Ben Saunders, di origini inglesi, arriva alla notorietà attraverso un percorso tutt’altro che lineare. Prima di calcare i palcoscenici televisivi lavora infatti come tatuatore, mestiere che non abbandonerà mai del tutto e che gli varrà il soprannome con cui i fan lo conosceranno per sempre: “Tattoo Ben”.
La musica, però, è una passione di famiglia: già sul finire degli Anni 90, insieme al fratello maggiore Dean, partecipa a diversi talent show con il gruppo Follow That Dream, quando i due fratelli hanno rispettivamente 15 e 17 anni.
La vera svolta arriva nell’autunno del 2010, quando Saunders si presenta alle selezioni della primissima edizione di The Voice of Holland, format che di lì a poco sarebbe esploso in tutto il mondo. La sua audizione al buio, con una versione di Use Somebody dei Kings of Leon, conquista tutti e quattro i coach e diventa uno dei momenti simbolo del programma. Sceglie di entrare nella squadra di Roel van Velzen.
Il percorso nel talent è una cavalcata: arriva anche a raggiungere le prime posizioni delle classifiche olandesi con brani come “I’m in Love with a Girl” e la sua versione di “When a Man Loves a Woman”. Il 21 gennaio 2011, in finale contro Pearl Jozefzoon, Kim de Boer e Leonie Meijer, Saunders trionfa raccogliendo il 59% dei voti del pubblico, scrivendo così il proprio nome nella storia come primo vincitore assoluto del programma.
Da lì una breve ma intensa carriera discografica: nel 2011 pubblica l’album di debutto “You Thought You Knew Me By Now”, seguito l’anno successivo da Heart & Soul, oltre a singoli di successo come “Kill For A Broken Heart e Dry Your Eyes”. Partecipa anche al popolare programma musicale Beste Zangers.
Negli anni successivi alla vittoria, però, Saunders si allontana progressivamente dai riflettori, alternando ritorni musicali a lunghi periodi lontano dalla scena pubblica. La sua vita privata è stata segnata anche da alcuni episodi controversi: nel 2016 viene condannato a una pena di pubblica utilità di 180 ore e al pagamento di un risarcimento per un episodio di aggressione, e in seguito fa discutere la sua vicinanza al club motociclistico Satudarah, poi dichiarato fuorilegge nei Paesi Bassi. Negli ultimi tempi aveva scelto una vita più appartata, dividendosi tra la musica, la famiglia e il lavoro di tatuatore.
Con la sua morte, i Paesi Bassi perdono uno dei volti pionieristici della stagione d’oro dei talent show europei, l’uomo che per primo dimostrò al pubblico olandese il potere di una sedia che gira e di una voce capace di conquistare, in pochi secondi, un intero paese.