Sono passate due settimane da quando Kalie McCrystal, avvocata e appassionata di corsa in montagna originaria di Squamish, in Canada, ha fatto perdere le sue tracce sul Cervino. E ora, dopo giorni di ricerche senza esito, la famiglia della 38enne ha deciso di accettare l’ipotesi più dolorosa: Kalie non ce l’ha fatta, e probabilmente è caduta durante la discesa dalla celebre vetta alpina, al confine tra Svizzera e Italia.
L’annuncio è arrivato tramite un post su Facebook firmato da un’amica di famiglia, Amelia Boultbee, a nome della madre Wendy Cooper e della sorella Jody McCrystal. Nel messaggio, la famiglia ringrazia la Guardia di Finanza italiana, che ha coordinato le operazioni di soccorso in montagna con quello che viene descritto come un impegno instancabile, oltre a tutti gli amici e le persone comuni che si sono mobilitate da ogni parte del mondo per aiutare nelle ricerche.
Kalie McCrystal non era una semplice escursionista: si trattava di un’atleta di livello mondiale, esperta scalatrice, che si trovava sul Cervino per una ricognizione in vista di un tentativo di sky running, la disciplina che prevede la salita e discesa a tempo di record di vette alpine oltre i 2.000 metri, su pendenze superiori al 30%. Il suo obiettivo era completare l’andata e ritorno in meno di cinque ore. Non era la prima volta che si misurava con quella montagna: solo ad agosto aveva già portato a termine, da sola, una salita e discesa dal versante svizzero in sette ore.
L’ultimo avvistamento risale ai pressi del rifugio Jean-Antoine Carrel, a quasi 4.000 metri di quota sul versante italiano. Da lì, il vuoto. Le ricerche via terra e con mezzi aerei sono proseguite per giorni, ma il 5 settembre sono state ufficialmente sospese senza che fosse trovata alcuna traccia della donna.
Nel comunicato, la famiglia descrive il Cervino come una montagna tanto maestosa quanto spietata, sottolineando come nemmeno l’esperienza e la competenza tecnica di Kalie siano bastate a proteggerla. “Non è l’esito che avremmo voluto, ed è difficilissimo da accettare”, si legge nel messaggio, in cui però emerge anche una nota di conforto: la consapevolezza che la donna sia scomparsa facendo ciò che amava di più, restando per sempre parte di quelle montagne che considerava casa.
Oltre alla sua attività sportiva, McCrystal esercitava come avvocata a Squamish ed era anche docente di studi legali alla facoltà di business e studi professionali della Capilano University.