Un intervento ad alto rischio - 4/4
Gli aghi conficcati nel cuore rappresentano un’emergenza chirurgica delicatissima. Il rischio principale non è tanto la ferita in sé, quanto le sue possibili conseguenze: tamponamento cardiaco, infezioni, formazione di trombi murali, embolie periferiche o danni alle valvole cardiache. A complicare ulteriormente le cose c’è il fatto che il cuore non sta mai fermo: individuare con precisione la posizione di un corpo estraneo che si sposta a ogni battito è una sfida notevole anche per chirurghi esperti, che spesso devono ricorrere a ecocardiografie transesofagee in sala operatoria per guidare l’estrazione senza causare emorragie.
Nel caso del 35enne cinese, secondo quanto emerso dagli esami, gli aghi presenti nella zona della vescica mostravano perfino incrostazioni calcaree sulla superficie, segno che erano presenti nel corpo da tempo prima di essere individuati.