L'ipotesi dell'autolesionismo - 3/4
Gli specialisti internazionali citati da ScienceAlert collegano il quadro clinico a un fenomeno noto come self-embedding behavior, ovvero l’inserimento deliberato di oggetti estranei nel proprio corpo: una forma estrema di autolesionismo che può essere associata a condizioni psichiatriche come la schizofrenia o a disturbi mentali come la depressione. Gli stessi esperti sottolineano come la storia clinica del paziente, con la precedente rimozione di due aghi dall’addome, suggerisca un comportamento di questo tipo già messo in atto in passato.
Non è comunque un unicum nella letteratura medica. Casi di aghi da cucito conficcati nel cuore, spesso legati a episodi di autolesionismo in pazienti con fragilità psichiche o disabilità cognitive, sono stati documentati più volte negli ultimi anni: da un ventitreenne giapponese con disabilità intellettiva e una ferita di pochi millimetri sul petto, fino a un’undicenne cinese ricoverata d’urgenza dopo aver accusato dolori al torace, poi sottoposta a due interventi per estrarre un ago lungo sette centimetri che le si muoveva dentro il cuore a ogni pulsazione.