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“Era molto malato e anziano, mi ero sentito in colpa”: paga per far sopprimere il suo gatto, dopo 18 mesi scopre che è ancora vivo e abita a casa di un’operatrice della clinica

Il felino di 19 anni, affetto da gravi patologie, era stato affidato al Senoia Animal Hospital nel febbraio 2025. La scoperta tramite una ex dipendente, le indagini della polizia, il licenziamento e l'epilogo

di Redazione FqMagazine
La denuncia alla polizia e la versione della struttura - 4/5

La denuncia alla polizia e la versione della struttura - 4/5

Appresa la notizia, Brian Jagt ha sporto denuncia per furto presso il dipartimento di polizia di Senoia. Le indagini hanno confermato che Broussard era in possesso del gatto. Visionando alcune immagini recenti, Jagt ha dichiarato agli agenti: “Per quanto ne so, Annie è stata portata spesso in clinica dal febbraio 2025. Non ha un bell’aspetto nella foto. La mia famiglia è molto preoccupata che il veterinario la stia tenendo in vita oltre ogni ragionevolezza, a scapito del gatto stesso”.

Interrogata dalle forze dell’ordine, la proprietaria della clinica, la dottoressa Jill Phillips, ha dichiarato che un’altra veterinaria della struttura, la dottoressa Kelly Alford, aveva inizialmente visitato Annie concordando sull’opportunità dell’eutanasia. Tuttavia, il personale ha poi stabilito unilateralmente che l’animale non dovesse essere soppresso, senza comunicare la decisione ai proprietari. Phillips ha giustificato l’azione sostenendo che Broussard desiderava salvare il gatto, negando l’intento di frode nonostante il contratto firmato e il pagamento incassato.

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