Le accuse agli italiani: noia e regole ignorate - 2/3
Le motivazioni che spingono i turisti provenienti dalla penisola in fondo alla lista sono precise e circostanziate. Gli operatori descrivono gli italiani come viaggiatori in perenne lotta con “la puntualità”, giudicandoli “poco rispettosi delle regole” e per nulla cortesi. A incidere negativamente sul punteggio è anche il cosiddetto “braccino corto”, ovvero la scarsa propensione a lasciare mance al personale e alle guide locali.
Il report di Safaribookings non lascia spazio a interpretazioni: “Gli italiani sono i meno apprezzati dai tour operator. Hanno un atteggiamento annoiato e tendono a ignorare le istruzioni delle guide”. Un comportamento che, nel delicato contesto di un safari a stretto contatto con la fauna selvatica, viene ritenuto dagli addetti ai lavori non solo biasimevole, ma potenzialmente rischioso per l’incolumità del gruppo.