La ricerca di Samba con mezzi sempre più sofisticati - 3/4
Da quel momento comincia una ricerca sempre più sofisticata: droni con telecamere termiche, una squadra cinofila specializzata, fototrappole sistemate lungo i corsi d’acqua. La natura del territorio, però, gioca dalla parte del capibara. “Il River Itchen offre un habitat adatto, con molta acqua e vegetazione“, spiega lo zoo a fine marzo, sottolineando allo stesso tempo come il terreno difficile e alcune zone quasi inaccessibili complichino enormemente le operazioni.
Ed è proprio qui che si capisce come Samba possa essere sopravvissuta per mesi. Un capibara non è semplicemente un grosso roditore capitato per caso accanto a un fiume: è un animale semiacquatico perfettamente adattato a quel tipo di ambiente.
In aprile arriva un nuovo indizio. Il 23 aprile un guardapesca riferisce di avere visto un animale cibarsi della vegetazione lungo la riva. Il fogliame è troppo fitto per identificarlo, ma i segni dei morsi e l’altezza a cui le piante erano state brucate risultano compatibili con quelli di un capibara. “È un comportamento che il guardapesca non aveva osservato nelle altre specie che studia, quindi speriamo possa essere stata Samba”, spiega allora Will Walker, responsabile degli animali e delle piante di Marwell Wildlife.