La fuga del capibara: com'è cominciata - 2/4
Il 16 marzo Samba e la sorella Tango, due femmine allora di nove mesi, erano state trasferite al Marwell Zoo dal Jimmy’s Farm & Wildlife Park di Ipswich. Il nuovo recinto non era ancora pronto e le due capibara erano state sistemate in un’area temporanea mentre venivano sottoposte ai normali controlli previsti per gli animali appena arrivati.
Ma il giorno successivo, il 17 marzo, i custodi scoprono che entrambe sono riuscite a uscire. Tango non va lontano: si nasconde tra i cespugli all’interno del parco e viene recuperata quasi subito. Samba fa il contrario e supera anche il perimetro dello zoo.
“Samba è stata più avventurosa”, scrisse allora lo zoo. E non è un’esagerazione. Il 18 marzo arriva una segnalazione da Owslebury, a circa un chilometro e mezzo dal parco: il capibara viene avvistato sul ciglio della strada vicino allo Ship Inn. Lo zoo comincia così a chiedere agli abitanti della zona di controllare giardini, stagni e corsi d’acqua, avvertendo però tutti di non cercare di avvicinarla. I capibara sono animali generalmente docili, ma un incontro con estranei avrebbe potuto spaventare Samba e rendere ancora più complicato recuperarla.
Pochi giorni dopo sembra che la pista giusta sia stata finalmente trovata. Il 22 marzo una persona che porta a spasso il cane riesce a filmare Samba sulle rive del River Itchen, nella zona di Colden Common. Il giorno seguente la stessa amministratrice delegata di Marwell Wildlife, Laura Read, la individua in mezzo a un fitto tratto di vegetazione lungo il fiume. Anche quella volta, però, Samba riesce a sparire prima che possano prenderla.