Da Danielle Steel a LVMH: il passaggio di consegne a Gaia - 3/3
Se un tempo Repossi sognava di fare “l’artista-bohémien”, prima che il padre lo mettesse di fronte alla scelta tra il liceo o il laboratorio, oggi vede la sua eredità creativa affidata alla figlia Gaia, supportata da colossi come LVMH (oggi controllante del marchio). La giovane erede vanta sponsor d’eccezione, da Delphine Arnault al compianto Karl Lagerfeld (“Lui la chiamò la ‘mia collega’ e cominciò a indossare suoi oggetti, la consacrazione di mia figlia fu completa”).
Oggi le muse non sono solo le altezze reali come la sceicca Moza del Qatar — che un giorno lo stupì chiedendo “un collier de chien in acciaio nero con dei piccoli pendagli in diamanti” — o la scrittrice Danielle Steel (“la più importante musa che abbia mai avuto”). La clientela contemporanea, da Lauren Sánchez a Kim Kardashian, richiede diamanti fancy e pezzi unici. “Ora è sulle tracce di rari diamanti colorati”, rivela Alberto Repossi parlando del lavoro della figlia. “E Gaia sta cercando anche un prezioso brillante rosso, ma l’ho avvisata: troverà quelli azzurri e rosa, ma rossi sono una rarità”. Sfide nuove per una dinastia che, nonostante l’impero parigino, non dimentica le radici, tornando appena possibile “nella nostra villa in collina nell’antica capitale sabauda, dove un sistema aristocratico esiste ancora oggi”.