I reali di Monaco, Charlène e l'ira della Callas - 2/3
L’ascesa internazionale di Repossi passa attraverso il Principato di Monaco. Ranieri III gli conferì il titolo di “fornitore ufficiale” dei Grimaldi, commissionandogli i doni per i 700 anni della dinastia da recapitare personalmente a tutte le teste coronate, “dalla Svezia al Brunei”. Un legame proseguito con la Principessa Carolina (“mi chiese di realizzare la sua corona di zaffiri per il matrimonio del principe”) e con Alberto II, con il quale il gioielliere ha organizzato “tre appuntamenti segreti per creare l’anello di fidanzamento” destinato a Charlène.
Ma lavorare con l’élite globale significa anche gestire imprevisti ed ego smisurati. Repossi ricorda un episodio che vide protagonista suo padre Costantino e Maria Callas: “La Callas portò a mio padre dei diamanti per un collier. E lui mise la pietra più bella dietro alla nuca, il soprano non apprezzò affatto e si arrabbiò furiosamente. Solo in seguito, avendo ricevuto molti complimenti per la collana e l’originalità della posizione del maxi diamante, ringraziò mio padre con una lettera. Era così lui, un genio”.
Altrettanto surreale l’incontro con il magnate dell’armamento Stavros Niarchos, giunto in incognito in boutique per il fidanzamento del figlio: “Arrivò vestito come sullo yacht e senza presentarsi. Scelse un anello, per caso mia moglie lo riconobbe. Altrimenti sarebbe stato simpatico vedere l’esito della vendita dato che Mr. Niarchos, come tutti i miliardari di questo mondo, non aveva con sé alcun denaro”.