Il reggiseno e il corpetto - 2/4
La Cesaroni fu assassinata nel suo ultimo giorno di lavoro prima delle ferie estive, con 29 fendenti da arma da taglio (un’arma peraltro mai ritrovata) dopo essere stata tramortita con un colpo alla testa. Dalla scena del crimine che fu quasi completamente ripulita del sangue, scomparvero anche gli abiti della vittima tranne le scarpe, i calzini, il reggiseno e un corpetto. Ed è proprio su questi due ultimi elementi che si sta giocando tutto. Spiega alla Vita in diretta il genetista forense e docente di Tor Vergata Emiliano Giardina: “Sulla coppa sinistra del reggiseno e sul corpetto vi è un Dna che ad oggi non è attribuito ovvero non è della vittima e quindi di chi è?” Questa è la domanda che incombe come un’ombra lunga 36 anni sul giallo di Via Poma a cui i giudici romani dovranno rispondere per risolvere il caso. “Se quel profilo verrà individuato qualcuno dovrà spiegare perché sul corpetto e sul reggiseno di Simonetta c’è il suo dna”, spiega lo scrittore di inchiesta Igor Patruno, esperto del caso di via Poma.