Il valore della sala buia per Clooney: "Sogniamo tutti allo stesso modo" - 4/4
Nel finale, Clooney ha ridimensionato il mito salvifico del cinema, restituendogli però una funzione etica insostituibile: “I film non fermano le guerre. Non riducono l’inflazione. Non risolvono le elezioni”. Fanno però “qualcosa di straordinario: ci ricordano che uno sconosciuto non è mai uno sconosciuto, e che potrebbe semplicemente essere l’eroe della storia di qualcun altro”.
È qui che l’attore ha sintetizzato il senso profondo del festival lagunare, descritto come uno degli ultimi avamposti in cui persone di ogni nazionalità condividono la visione del mondo attraverso gli occhi del prossimo: “Se riusciamo ancora a sederci insieme al buio e a preoccuparci per persone che non abbiamo mai incontrato, allora penso che ce la caveremo”. Il congedo è stato affidato al passaggio più applaudito della serata: “Nessuno ride, nessuno piange in lingue diverse, sogniamo allo stesso modo e i genitori si preoccupano allo stesso modo. Per questo è difficile credere che tutti siamo diversi come ci dicono”.