Il mercato delle pulci e il ritorno a via Borgonuovo - 4/4
Lungi dall’essere uno showroom intoccabile, la casa parigina di Dell’Orco (“È vissuta, e come tutti gli spazi vissuti non è sempre perfetta. E mi piace che sia così”) è un contenitore in continua evoluzione, alimentato da una passione condivisa per decenni con Armani. “Mi piace aggiungere qualche oggetto ogni tanto, a prescindere dal loro valore“, spiega indicando la statuina di un gorilla acquistata per pochi euro sulla propria scrivania. “Era una delle cose che adoravamo fare Giorgio e io: ogni volta che venivamo a Parigi finivamo sempre per farci una capatina al Mercato delle pulci di Saint-Ouen, a caccia di tesori”. Le divergenze di gusto, in quelle occasioni, si rivelavano un vantaggio: puntando a oggetti diversi, non c’era mai il rischio di litigare.
L’intervista si chiude con un parallelismo che riporta al punto di partenza: il pappagallo bianco e rosso che lo convinse a comprare la casa sulla Senna. Dell’Orco non tenne né l’animale né la voliera, ma a distanza di anni la suggestione si è materializzata a Milano, nel cuore dell’impero. “Nell’abitazione di Giorgio in via Borgonuovo, assieme ai nostri gatti e a un merlo, ora c’è anche un pappagallo“, conclude. “Era davvero destino”.