Moda e Stile

“Armani era il rigore, io a casa amo l’affollamento: lui non l’avrebbe mai permesso. Ora nella sua casa di via Borgonuovo è arrivato anche un pappagallo, era destino”: parla Leo Dell’Orco

Alla vigilia del primo anniversario della morte dello stilista, il suo storico braccio destro e attuale presidente del Gruppo si racconta a Repubblica. Dal rifugio sulla Senna comprato d'impulso alle incursioni al mercato delle pulci con Giorgio

di Redazione Moda
Estetica a confronto: la pulizia armaniana e l'affollamento di Dell'Orco - 3/4

Estetica a confronto: la pulizia armaniana e l'affollamento di Dell'Orco - 3/4

L’appartamento di Dell’Orco è dichiaratamente “armaniano” per la scelta degli arredi (i pezzi Armani/Casa sono ovunque) e per il senso di simmetria, eppure si discosta nettamente dal rigore assoluto che ha reso celebre lo stilista. L’intimità dello spazio, dominato da un soggiorno di 70 metri quadrati concepito per l’ospitalità (“Non sono geloso, la presto volentieri anche quando non ci sono”), si riflette in una gestione dei volumi molto personale.

“Di Giorgio condivido l’idea che un arredo debba essere funzionale, la voglia di eleganza e semplicità. Ma lui è sempre stato molto più rigoroso di me”, sottolinea il presidente del Gruppo. “Se nota, io ho riempito la casa di quadri e foto, il corridoio è zeppo di opere incorniciate appoggiate a terra: mi piace questo affollamento, lui non lo avrebbe mai permesso. L’affinità tra noi è evidente. Ma lo è anche la mia energia”.

Precedente
Precedente
Successivo
Successivo
Playlist

I commenti a questo articolo sono attualmente chiusi.